Alla fine il bilancio del nuovo ente, che passa dai 170 milioni del 2015 agli 80 del 2017, è stato approvato all’unanimità, dopo una seduta di tre ore e discussioni accese. Due i punti contestati dai consiglieri Pd nel documento portato in consiglio da Marco Doria: quello sul futuro dei lavoratori dell’ex Provincia che dovrebbero passare alla Regione e quello sul piano delle alienazioni. Sul primo Doria ha annunciato che incontrerà il presidente della Regione Giovanni Toti per discutere dell’argomento. Per quanto riguarda le alienazioni, il sindaco di Genova ha precisato che si tratta di un elenco, ciascuna decisione di alienazione sarà presa collegialmente di volta in volta.

La Città Metropolitana di Genova sembra essere un ente “zoppo”: tra spending review, legge di stabilità e il passaggio di alcune competenze alla Regione, non ci sono le risorse per essere davvero incisivo.

«Si tratta di un ente tecnico, essendo una rappresentanza di amministratori locali – dice il consigliere metropolitano Giovanni Vassallo – per ridurre la spesa bisognava togliere le Regioni a Statuto speciale, accorpare le altre, l’idea di crerare la città metropolitana è anche giusta, ci sono servizi di area vasta che non ha senso che vengano fatti dai singoli Comuni, ma quando costruisci un organo che teoricamente serve ma non gli dai risorse, allora si creano solo aspettative che non si possono mantenere».

 

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