I genovesi sappiano collaborare per uscire dalla crisi e non escludano chi arriva da fuori. È l’invito formulato dal cardinale Angelo Bagnasco nell’omelia pronunciata questa sera davanti alla cattedrale di San Lorenzo dopo la processione con l’arca contenente le reliquie di San Giovanni Battista, patrono di Genova.

«Preghiamo – ha detto il cardinale – perché i cittadini sappiano darsi la mano gli uni con gli altri, senza protagonismi mortificanti e inutili; sappiano fare reti virtuose, sappiano darsi tutti la mano, stringersi gli uni agli altri non per ripiegarsi ed escludere – sarebbe il principio della fine! – ma per allargare e allargarsi, per abbracciare chi qui è nato e vive, e chi qui arriva disperato ed onesto. Preghiamo – ha aggiunto – perché anche nella perdurante e grave congiuntura economica e lavorativa, Genova non abbia a essere schiacciata tra i monti e il mare ma possa sviluppare capacità antiche e opportunità nuove».

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