Cinquanta milioni in tre anni. È quanto mette a disposizione Unicredit per le imprese turistiche in Liguria. Obiettivo, riuscire ad aumentare di 1000 unità i clienti di questo settore, che impiega il 10,6% degli occupati della regione.

Una regione che sarebbe fatta per il turismo grazie alle risorse naturali e artistiche, ma che dovrebbe aumentare i volumi e la reputazione online: le strutture ricettive regionali sono quint’ultime in Italia per qualità percepita con 48 punti su 100, contro una media nazionale di 55 e un picco di 77 dell’Alto Adige.

Giovanni Forestiero, Unicredit
Giovanni Forestiero, Unicredit

Giovanni Forestiero, regional manager di Unicredit per il Nord Ovest, spiega: «Il turismo porta Pil e stranieri in Italia e ha un’alta intensità di addetti. Il nostro obiettivo di incrementare i clienti tra le imprese turistiche si declina in quattro pilastri: dare credito, aiutare nell’innovazione in particolare nella gestione della reputazione online, visto che gran parte degli acquisti dei pacchetti turistici passa ormai via web, inoltre offriamo anche copertura dei rischi e puntiamo anche sulla formazione e la crescita imprenditoriale degli addetti, uno dei punti ancora più carenti. Non solo finanziamenti dunque, trattandosi di un settore con piccoli imprenditori, stiamo cercando di spingere per un approccio a tutto tondo».

Unicredit, che ha nel Nord Ovest circa 10 mila clienti del turismo con 250 milioni di affidamenti, si è basata sul rapporto del Touring club italiano per stimolare la competitività delle imprese turistiche della Liguria: «Il paragone con altre regioni balneari del Nord Est lascia spazio al ragionamento, diciamo che qui prevale un atteggiamento “conservativo”».

Altra possibilità di margine quella della presenza degli alberghi a quattro e cinque stelle: «In Liguria sono pochi rispetto alla media nazionale – sostiene Forestiero – è uno spazio da coprire che potrebbe essere rilevante dal punto di vista economico, stessa riflessione può essere fatta con la presenza degli stranieri, che vede in Liguria una presenza più bassa rispetto al resto d’Italia». I letti dei 4-5 stelle sul totale dei letti alberghieri sono il 23,6%, mentre il dato nazionale è del 35,7%, il grado di internazionalità (la percentuale di presenze straniere su quelle totali) è del 39,8% contro il 49% nazionale. Tedeschi, svizzeri e francesi sono i principali mercati esteri di provenienza.

Dei 1.485 hotel classificati dall’Istat nel 2013, 679 sono inseriti nelle cosiddette bed banks online (dati booking.com), cioè il 59% del totale. Una cifra che vale il quarto posto in Italia dietro a Piemonte, Valle D’Aosta e Lombardia.

Tra i dati forniti dal Touring club emerge che in Liguria nel 2014 erano attive 328 agenzie di viaggi e 8 tour operator, con una variazione percentuale rispetto al 2013 del +0,3%. Difficile paragonare queste cifre con quelle di altre regioni, diverse per numero di abitanti e flussi turistici: basti pensare che la Lombardia ha 1995 agenzie e 42 tour operator (-1,5%), il Trentino, ha 140 agenzie e nessun tour operator (-2,9%). Simili alla Liguria sono le Marche con 261 agenzie e 11 tour operator, la Sardegna con 280 agenzie e 10 tour operator.

L’indice di densità turistica premia comunque la Liguria, che è costellata su tutto il territorio (a differenza di altre regioni) di puntini che rappresentano 50 presenze per chilometro quadrato.

Matteo Montebelli responsabile ricerche e pubblicazioni del centro studi del Touring club italiano, spiega: «In Liguria il prodotto principale è ancora quello balneare, ma parlare di balneare in Italia vuol dire riferirsi a un prodotto maturo e in crisi, che è cercato principalmente dagli italiani. Gli stranieri hanno un’immagine più concentrata su aspetti artistico-culturali. Dal 2008 in poi la crisi ha creato problemi, il turismo domestico ha subito una contrazione molto importante, che si è vista sul balneare e sulle regioni che hanno questo prodotto come principale del loro turismo». Tuttavia il 2015 sta dando qualche segnale positivo: «Nel ponte primaverile del primo maggio c’è stata una ripresa – commenta Montebelli – siccome il 50% delle presenze in Italia si registra nella stagione estiva, è chiaro che questo è un sintomo positivo se la primavera prelude a una buona estate. Liguria riflette esattamente la stagionalità e la suddivisione dei flussi dei mesi in Italia».

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Genova entra nella classifica delle 10 città di interesse storico-culturale per presenze turistiche con 1.532.552 milioni (10° posto), molto vicina a Verona (1.579.307) e Pisa (1.602.822), quasi la metà di Torino e Napoli, ben lontana dalle quattro big Firenze (oltre 8 milioni), Venezia (9,7 milioni), Milano (9,9 milioni) e Roma (23,7 milioni). «Genova è una destinazione che per gli italiani e ancora di più per gli stranieri, è ancora giovane – specifica Montebelli – è dopo il 2004, anno in cui è stata capitale europea della cultura, che è diventata destinazione turistica».

Il capoluogo ligure nel 2013 si è piazzato al quarto posto per traffico passeggeri (imbarcati, sbarcati e in transito) per crociere con 1.051.015 persone (+31,8%), dietro a Civitavecchia (2,5 milioni), Venezia (1,8 milioni) e Napoli (1,1 milioni). Subito dopo c’è Savona con 939.038.

Nessuna delle province liguri compare nella classifica delle prime 20 per ranking enogastronomico, nonostante la Regione stia puntando molto su questo aspetto.

L’offerta ricettiva ligure nel 2013 prevedeva 4.182 esercizi per un totale di 154.134 letti (-5,3% in meno rispetto al 2008. Gli esercizi alberghieri sono il 35,5% del totale e rappresentano il 42% dei letti totali. La dimensione media è piuttosto piccola: 43,6 letti a esercizio, che vale il ventesimo posto nazionale.

Nel 2012 il valore aggiunto di alberghi e ristoranti era di 925 milioni (undicesimo posto nazionale), ossia il 5% della quota sul valore aggiunto regionale. Gli occupati di alberghi e ristoranti erano 48.024, il 10,6% della quota regionale.

La distribuzione percentuale delle presenze totali è ancora molto sbilanciata sulla provincia di Savona con il 37,7%, segue Genova con il 26,1%, Imperia con il 22,4% e La Spezia con il 13,8%. «La Spezia pesa ancora poco – dice Montebelli – eppure è l’unica eccezione sul turismo straniero dove le Cinque Terre attirano tanti americani, per esempio, ciò non vuol dire che la rilevanza economica non stia nelle Cinque Terre, ma l’attrazione sta altrove. Va bene una struttura dell’offerta non di massa, l’importante però è saper bilanciare».

Per quanto riguarda la distribuzione percentuale dei posti letto per tipologia di struttura, dopo gli alberghi ci sono i campeggi e villaggi turistici con il 38,8%, gli alloggi in affitto con il 7,6%, le case per ferie con il 3,9%. Seguono gli agriturismi con il 3,3% e i Bed & Brekfast con il 2,5%.

La Liguria sembra però molto attiva sugli strumenti di comunicazione online, avendo attivato 7 social network (Facebook, blog, Twitter, Instagram, Pinterest, Flickr e Youtube), tuttavia, come molte altre regioni, non consente il booking online dal proprio sito ufficiale, né l’acquisto di prodotti e servizi online.

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