La Liguria, prima regione a firmare due anni fa la propria presenza a Expo, inaugura il proprio coloratissimo (e profumatissimo) spazio all’interno del Padiglione Italia. Presenti le istituzioni liguri e genovesi, Claudio Burlando, Angelo Berlangieri, Carla Sibilla, Franco Aprile, ma anche i rappresentanti di Unioncamere Liguria, Paolo Odone, di Confartigianato Genova, Felice Negri, di Coldiretti Liguria, Germano Gadina, di Wtc Genoa Azienda Speciale della Camera di Commercio di Genova, Pietro Costa, Giuseppe Zampini,presidente di Confindustria Genova.

Ma c’erano anche Diana Bracco, presidente Expo, e Oscar Farinetti, patron di Eataly. “Una scommessa vinta – spiega Bracco – Dal nulla, uno spazio vuoto, abbiamo creato una vera e propria città. E chi la visita è contento”. E proprio nello Spazio Italia, concentrate le due “potenze” su cui si regge il Paese, come le definisce la presidentessa di Expo: “La bellezza, ma soprattutto il saper fare della difficoltà una opportunità”.

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E così nasce Expo. Spesso criticata, per i padiglioni incompleti, le insegne regionali sbagliate, un’accoglienza del personale (quella forse sì) non delle più “amorevoli”. Ma è anche l’Expo della grandezza, degli spazi, di un percorso chiaro, del cibo, della musica, della gioventù e delle scolaresche, della tecnologia che funziona (tra cui una sala stampa spaziosa e attrezzata). E di un viaggio nel mondo che parte dal padiglione Zero, la vera anima di Expo: un percorso attraverso il senso profondo dell’esposizione universale: il cibo, la pratica dell’agricoltura, la cultura della conservazione, l’allevamento, lo sviluppo sostenibile, lo spreco, l’aumento del prezzo dei generi alimentari, la speculazione.

E poi, il viale che “attraversa” il mondo: ciascun padiglione, accompagnato da una fila di visitatori in coda per l’ingresso, racchiude la cultura e la tradizione del Paese che rappresenta, a partire dall’estetica e dall’architettura. Più etniche, per l’Oriente e i Paesi africani, più moderne e “minimal”, in molti casi, per il mondo occidentale e molti Paesi dell’ex Unione sovietica.

Così come è, nel suo piccolo, lo spazio Liguria, anche l’intera Expo è una vera e propria esperienza plurisensoriale. I profumi del cibo tradizionale accompagnano il viaggio del visitatore, che può gustare i vari piatti tipici in compagnia della musica e di una vista “sul mondo” a cui fa da contorno un’immancabile presenza verde di alberi e piante.

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