Un “secondo Iit agli Erzelli che possa ospitare le “eccedenze” di Morego e svilupparsi in termini di ricerca e di occupazione. Così Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, racconta le tappe di crescita dell’Iit che sorgerà al Polo tecnologico e per il quale è stato firmato accordo da 20 milioni di euro: «Vogliamo fare ordine nell’attuale sede di Morego, in cui non abbiamo spazi sufficienti, mentre la nuova sede agli Erzelli potrà ospitare circa 300 persone. Entro fine anno avremo pronto un piano della struttura e già un centinaio di persone potranno entrare nei nuovi laboratori. Nel frattempo progetteremo altri laboratori, che saranno pronti nella seconda metà del 2016 e occuperanno ulteriori due piani. A fine anno avremmo quindi tre piani completi e circa 200 persone attive: nel 2017 contiamo di avere terminato il trasferimento e di avere pronti anche gli incubatori per start-up. Al momento queste sono poco meno di una decina». E, a proposito di start-up, Cingolani non vuole sbilanciarsi, ma annuncia ugualmente una notizia: a fine anno sarà pronto il primo robot di plastica al mondo.

L’attività del secondo Iit agli Erzelli andrà a braccetto con la sanità: studi per la creazione di un laboratorio di analisi biologiche “tascabile” per i malati, la cosiddetta “diagnostica al punto di cura”, ma anche una ricerca “tossicologica” sull’esposizione nel lungo periodo a oggetti di uso quotidiano (le lattine contenenti tonno e altri cibi in scatola, per esempio), con l’obiettivo di studiarne la tecnologia ma anche di individuare un possibile impianto di regolamentazione.

Tra gli ambiti di ricerca anche la chirurgia robotica, su cui l’Iit in questi anni ha compiuto passi da gigante: lo studio è concentrato su un robot controllato a livello “touch”, «che consente al chirurgo di effettuare con un dito operazioni che svolgerebbe a due mani», spiega in poche e semplici parole Cingolani. Necessaria, per questo tipo di attività, una sala operatoria sintetica per le sperimentazioni. «A ciò si aggiungerà una sezione dedicata alla computazione, per sviluppare la capacità di prevedere l’impatto delle tecnologie e il loro sviluppo».

Ricerche per le quali l’Iit avrà bisogno del supporto della sanità locale, con cui l’Istituto ha già avviato da tempo forti collaborazioni: «Lavoriamo a stretto contatto con Galliera, Gaslini e con altre strutture della Liguria. Ma i nostri margini di sviluppo sono ancora ampi: nel giro di due anni contiamo di crescere molto e di migliorare quindi anche il tipo di rapporto con gli ospedali liguri». E se si facesse più concreta l’idea dell’ospedale agli Erzelli, il rapporto diventerebbe ancora più stretto: «Abbiamo concluso qualche formalità con il Comune di Genova – spiega Claudio Burlando – inizieremo la fase progettuale e poi ci sarà quella più impegnativa della ricerca di risorse».

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