A due passi da Palazzo Ducale, di fronte alla statua del Garibaldi e proprio a fianco al Teatro Carlo Felice, l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova non potrebbe trovare collocazione migliore. Dal 1751 nel cuore pulsante della cultura e dell’arte della città, l’Accademia porta avanti da secoli il suo principale proposito: far crescere giovani artisti in un contesto di apprendimento fortemente legato alle esigenze della città e del territorio. Il reportage di Liguria Business Journal la racconta in cinque puntate dedicate all’offerta formativa, ai singoli corsi, al suo ricco museo e alle novità legate a nuove sinergie con altri enti culturali.

L’Accademia chiude positivamente il 2014 con un bilancio di 1,4 milioni di euro e iscrizioni in crescita: 430 studenti all’attivo, di cui una quarantina stranieri. Si tratta per la maggior parte di ragazzi provenienti da scuole artistiche, «ma crescono anche le iscrizioni di coloro che hanno svolto altri tipi di studi, come licei e scuole tecniche», sottolinea il direttore Osvaldo Devoto. I ragazzi potranno scegliere tra sette corsi triennali e quattro specialistici: «Si tratta di scenografia, decorazione, pittura, scultura, progettazione artistica per l’impresa, didattica dell’arte e grafica d’arte. Al momento tra i corsi specialistici sono attivi quelli scenografia e decorazione, perché sono quelli che, per questo anno accademico, hanno ricevuto la maggior parte delle iscrizioni», spiega il direttore.

Il costo dell’iscrizione varia da un minimo di 1.100 euro per la classe Isee più bassa a un massimo di 2 mila euro per quella oltre i 60 mila euro. A ciò si aggiungono anche le entrate di Comune di Genova (510 mila euro) e Regione Liguria (200 mila euro), mentre con la chiusura delle Province, l’ente ha dovuto fare a meno di circa altri 100 mila euro di finanziamenti. Ente pubblico, ovviamente, ma non ministeriale: le borse di studio studentesche non vengono coperte dal Miur e in questi casi l’Accademia, prima di rivedere le classi Isee, non vedeva il rimborso delle seconde rate d’iscrizione, perdendo quindi una buona parte di risorse.

Formazione e territorio sono strettamente legati in Accademia: se il corso di decorazione è in forte sinergia con il patrimonio artistico dei palazzi di Genova, che rappresenterà uno dei principali sbocchi lavorativi per i ragazzi iscritti al corso di studi, in quello di scenografia sono coinvolti professionisti del Carlo Felice, Archivolto e Teatro della Tosse per insegnare il mestiere agli studenti: «Si tratta di professioni che si imparano sul campo: tanta pratica e poca teoria. Per questo sono così importanti le sinergie con il territorio e con gli altri enti artistici», precisa Guido Fiorato, professore di Scenografia. Gli stessi teatri genovesi sono sempre aperti a stage e collaborazioni.

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