Si chiama Elleboro Francesco e sarà donato domani al Papa, sul sagrato della basilica di San Pietro a Roma. Si tratta di una delle ultime creazioni dell’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo, nata da anni di ricerca e sperimentazione su una varietà poco conosciuta in Italia e più nota del Nord Europa: «L’elleboro è un fiore che, per natura, si adatta poco al clima

Germano Gadina
Germano Gadina

del nostro Paese – spiega Germano Gadina, presidente dell’Istituto – per questo abbiamo intrapreso un percorso di studio e ibridazione per trovare nuove varietà che si adattino al nostro territorio. Una sfida che ci ha portato, proprio nel momento del cambio dell’ultimo pontificato alla creazione di una varietà di colore bianco puro. Per questo è nata l’idea di donare i nostri ellebori a Papa Francesco Bergoglio, che ci accoglierà domani».
L’Helleborus, noto col nome comune di “elleboro”, è un genere appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae ed è originario dell’Europa, del Caucaso e dell’Asia Minore. L’Elleboro Francesco,  sviluppato dall’Istituto grazie a diversi progetti ministeriali, regionali e comunitari, presenta foglie di un verde intenso e fiori, formati da cinque sepali, di un bianco puro che tende al verde dopo la maturazione: si possono contare da cinque a dieci fiori su ciascun stelo ramificato. Si tratta di una pianta piuttosto rustica, particolarmente resistente alle malattie, e che cresce in climi miti e in differenti tipi di terreno: una nuova varietà che si adatta sia alla coltivazione in vaso, sia a quella per fiore reciso. La fioritura avviene da dicembre a marzo-aprile e fornisce una nota di colore già durante i mesi invernali.

Nella scorsa primavera quattromila nuovi esemplari di elleboro, di cui duemila appartenenti alla varietà Francesco, sono stati distribuiti in via sperimentale a dieci aziende-pilota del territorio che, in quantitativi differenti a seconda della dimensione e della disponibilità, stanno coltivando il fiore sul versante italo-francese. Le piante stanno rispondendo positivamente: quest’anno è avvenuta la prima fioritura e, nel futuro, si proseguirà la coltivazione delle varietà perenni, con l’obiettivo di passare dalla sperimentazione a un’opportunità produttiva per le realtà floricole del territorio. «Si tratta di un lavoro globale – dice Margherita Beruto, direttrice dell’Istituto sanremese – che ha coinvolto non solo i nostri ricercatori e le nostre spin-off, ma anche gli insegnanti e gli studenti del Ponente Ligure: i ragazzi dell’istituto professionale Aicardi di Sanremo stanno collaborato attivamente, seguendo le coltivazioni sperimentali per la produzione da vaso. Proprio per il coinvolgimento dei giovani e per il lavoro etico rappresentato da questo fiore, l’omaggio che faremo domani al Papa si carica, per noi, di un significato ancora maggiore».
Domani Papa Francesco riceverà dai rappresentanti dell’Istituto una selezione di piante per vaso fiorito e una composizione di esemplari recisi e multi fiore: con l’occasione, sarà anche presentata l’attività di ricerca e sperimentazione dell’Istituto sanremese.

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