L’ultima spiaggia per i minorenni in difficoltà, la cui situazione non è stata risolta né con l’adozione, né con l’affido famigliare, né con il rientro in famiglia. “Dimora accogliente” è una onlus sui generis per la Liguria, nata dall’esperienza di casa famiglia Lòrien (nel vero senso del termine perché l’accoglienza viene fatta da una coppia con tre figlie) che ha l’obiettivo di portare i ragazzi sino alla maggiore età e all’autonomia.

«Tutto è nato nel 2009 – racconta il presidente (e papà) Francesco De Vincenzi – inizialmente come luogo per accogliere i bambini sotto i 10 anni in attesa che fosse trovata la soluzione più adatta per loro, poi c’è stata l’evoluzione e abbiamo cominciato a occuparci di quelli più grandi». Un cambiamento che ha costretto la onlus a cercare di fornire a questi adolescenti un contesto lavorativo protetto tra asini, api, capre, galline e una mucca. Ecco allora il progetto “Casa sottocolle”: «Abbiamo pensato che fosse un momento propizio per pensare a un’attività agricola, che consente di difendere il territorio dall’incuria, ma è allo stesso tempo molto formativa e utile anche per chi ha problemi psichici – aggiunge De Vincenzi –il contatto con l’asino per esempio, ha effetti benefici sugli autistici». Una colonia del Don Orione a Davagna, con tanto di chiesa consacrata, è diventata “Casa sottocolle”, il rifugio di questi ragazzi in difficoltà . Un terreno di 13 mila mq, più altre aree abbandonate nei dintorni che i proprietari vorrebbero donare alla onlus.

La struttura e il terreno sono stati quasi completamente sistemati con il lavoro dei maggiorenni che provengono dal penale, grazie alla legge che ha stabilito la “messa alla prova” (chi è alla prima denuncia può vedere cancellato il procedimento se dimostra di lavorare sodo in progetti di pubblica utilità). Tuttavia affinché questo progetto resti solido nel corso degli anni, occorre una cifra che Dimora accogliente non può permettersi: «Abbiamo deciso di lanciare una campagna di crowdfunding per evitare di vederci sbattere le porte in faccia da enti e istituzioni, vista la cifra considerevole – spiega De Vincenzi – 400 mila euro. Ne servirebbero 100 mila all’anno». Purtroppo le leggi che la Regione Liguria ha pensato per favorire l’agricoltura e la cura dei terreni incolti sono rivolte ad aziende agricole e non a imprese sociali che fanno agricoltura. «Contiamo di raccogliere un bel gruzzolo – sostiene De Vincenzi – per poi provare a vedere se le istituzioni e le Fondazioni possono darci una piccola mano. Intanto noi ci autofinanziamo anche con iniziative come lotterie e il mercatino di San Nicola. Ci occupiamo per esempio di distribuire vestiti e un pacco alimentare a chi è in difficoltà e lo facciamo solo grazie a questi eventi di autofinanziamento».

Sinora sono stati 12 i bambini e i ragazzi accolti dalla famiglia De Vincenzi: «Ogni Comune che prende in carico il minore ha l’obbligo del mantenimento, noi siamo una famiglia e non abbiamo un contorno di 10 educatori come possono avere altre associazioni. Si tratta di un reale mantenimento del minore».

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