Ha partecipato alla prima assemblea pubblica dopo l’elezione di Enrico Botte a nuovo presidente dei Giovani di Confindustria Genova. Il piemontese Marco Gay, attuale presidente nazionale dei giovani imprenditori di Confindustria, ha stimolato una maggiore collaborazione tra Piemonte e Liguria: «Continuare a pensare alle regioni come isole a sé stanti non ha senso, soprattutto se si considera l’Italia come parte degli Stati Uniti d’Europa. Piemonte e Liguria hanno tanto da fare insieme: l’uno può offrire retroporti e infrastrutture e alta velocità, l’altra tutta la parte dedicata alla logistica mercantile, necessaria per le merci, ma anche le attività attorno alle merci a partire dai semilavorati. È inutile avere campanili e rendite di posizione, l’obiettivo è uno: fare. E fare bene; i nostri politici ci devono però mettere a disposizione di lavorare almeno in un Paese normale».

Per Marco Gay il governo ha iniziato un percorso di riforme che si attendeva da 20 anni: «I primi passi sono stati fatti, ma per quanto riguarda i giovani è importante dare una visione di futuro, non solo di speranza. Ma servono le condizioni. Le prime norme sul lavoro favoriscono l’occupazione, ma non bastano. Bisogna che partano gli ordinativi delle nostre aziende, bisogna che vengano agevolati gli investimenti e allora arriveranno anche le assunzioni. Ma se non c’è certezza di giustizia, di tempi di pagamento, di correttezza delle procedure, allora non c’è speranza».

L’Expo 2015, pur essendo in grave ritardo di preparazione, viene giudicato da Gay come un’occasione irripetibile per stringere relazioni con delegazioni di Paesi da tutto il mondo: «Stare alla finestra non serve, consiglio agli imprenditori liguri di crederci».

 

 

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