Aggiornamento ore 12,46: Il corteo si è riunito a piazza De Ferrari, dove Maurizio Landini sta parlando dal palco posto sotto la sede della Regione Liguria: «Il governo deve capire – dice il segretario della Fiom – quale tipo di impresa serva per rilanciare l’economia del Paese: proviamo a guardarci indietro e pensare a come funzionava un’impresa trent’anni fa e come invece funziona ora. Il problema sono tutti i processi di delocalizzazione, appalti e subappalti che fanno parte di un sistema che ha coinvolto non solo il mondo dell’impresa, ma anche la sanità, i servizi e gli enti locali. E le leggi di questi anni non solo non hanno cambiato il sistema, ma lo hanno rafforzato, consentendo alle imprese di spezzettarsi e delocalizzarsi, privando così i lavoratori dei loro diritti. Una logica in cui si crea una vera e propria guerra competitiva tra le persone e i lavoratori».

E ancora forti critiche sul Jobs Act: «Una riforma è vera quando le condizioni di vita dei lavoratori migliorano, in Italia abbiamo salari tra i più bassi d’Europa, tanti sono qui, rinunciando a un pezzo di questi stipendi, per chiedere rispetto e cambiamento. Renzi deve capire che bisogna far ripartire gli investimenti. Così porterà a sbattere il Paese».

Aggiornamento ore 10,30: la protesta dei portuali, che questa mattina avevano bloccato lungomare Canepa, si è spostata verso il casello autostradale di Genova Ovest: in questa zona il traffico sta subendo forti disagi. Il corteo partito da Caricamento, a cui si sono aggiunti anche i dipendenti della Oms Ratto, è ormai giunto quasi alla fine di via Cantore.

I tre cortei partiti questa mattina da piazza Massena a Cornigliano, Caricamento e Brignole, per lo sciopero generale proclamato da Cgil e Uil, si stanno dirigendo verso il centro della città, per convergere in piazza De Ferrari: si è unito anche il segretario della Fiom Maurizio Landini, che afferma: «Questo governo non ha il consenso del Paese sulle politiche del lavoro: bisogna creare posti di lavoro e non togliere diritti alle persone. Manca la competitività di questo Paese per via della criminalità organizzata, che controlla troppa economia reale». Landini si è anche soffermato sulle proposte riguardanti un cambiamento di proprietà dell’Ilva, per il quale si ipotizza un intervento dello Stato: «Necessario un intervento dello Stato, ma con sicurezze di investimenti e con un piano di rilancio. L’Ilva non deve essere una nuova Alitalia».

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