Azioni di tutela e valorizzazione dei centri storici attraverso disposizioni che impediscono l’apertura di esercizi di vendita di alcune merceologie (auto, combustibili, materiale per l’edilizia, pompe funebri, sexy shop, chincaglieria in plastica, articoli per l’igiene della casa e della persona) e di outlet o temporary shop, compra-oro, sale giochi, agenzie immobiliari e istituti bancari; di quelle attività cioè che sono ritenute incompatibili con l’ambiente, con il patrimonio artistico e culturale e con l’utilità sociale. Sono solo alcune delle misure contenute nel nuovo piano del commercio del Comune della Spezia. Divieti simili anche in altre zone come il Quartiere Umbertino e Migliarina dove le attività potranno proporre i prodotti “off-limits” che non dovranno però essere prevalenti rispetto alle altre merci in vendita.

È stata pensata inoltre l’attivazione di un distretto commerciale della nautica; sono state suggerite eventuali iniziative di integrazione tra commercio in sede fissa e commercio su aree pubbliche e valorizzazione dell’artigianato di qualità e l’attivazione di contratti di quartiere con insediamenti a “tema” riservati ad esercizi di vicinato.

Il settore commerciale incide sull’economia locale della Spezia in modo rilevante, con il 40% in termini di unità locali e ben il 32% in termini di persone occupate. Siccome l’economia e le abitudini della città stanno mutando grazie anche all’incremento dei nuovi flussi turistici, l’amministrazione ha pensato a delle proposte mirate a innalzare i livelli di consumo in termini di attrattiva della rete locale, di qualificazione dell’offerta, di valorizzazione degli esercizi di piccola dimensione, di accentuazione delle politiche attive in favore dei centri storici, di tenuta nelle aree periferiche, di iniziative innovative che incrementino la competitività della struttura commerciale rispetto ai centri vicini.

I rappresentanti di Rete Imprese Italia hanno espresso il proprio parere favorevole al nuovo Piano proposto dall’assessore Corrado Mori e dai dirigenti delle Attività produttive. Per le associazioni di categoria si sono fatti portavoce: Antonella Simone per Confartigianato, Roberto Martini e Cesare Arioli per Confcommercio, Maurizio Viaggi per Cna e Fabrizio Capellini per Confesercenti.

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