“Sicurezza della città: delocalizzare e reinsediare come soluzione preventiva”, è il convegno in programma oggi nella sala del consiglio municipale Bassa Val Bisagno dalle 17 alle 19.30. L’evento è organizzato da Legambiente Liguria con la collaborazione di Ance Giovani Genova, Ordine ligure dei GeologiOrdine degli Architetti della provincia di Genova e vedrà la partecipazione del responsabile giuridico della missione di governo #Italiasicura, dei rappresentanti della Confederazione nazionale degli Artigiani, Ascom-Confcommercio, Confesercenti, insieme ai rappresentanti istituzionali dei municipi della Val Bisagno, del Comune di Genova e della Regione Liguria.

«Questo tema – afferma Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – è sempre stato ostico a chi ha governato il territorio perché considerato impopolare. In passato è stato affrontato in modo assolutamente parziale e non coinvolgendo i soggetti del territorio. È necessario programmare e attivare azioni concrete in ottica di prevenzione per tutelare i cittadini e garantire lo sviluppo economico delle attività commerciali e artigiane. Per  questo chiediamo l’istituzione di un tavolo di lavoro specifico per definire opportunità, modalità e criteri di intervento per delocalizzare e reinsediare le attività a rischio idrogeologico. La delocalizzazione e la sicurezza delle infrastrutture sono riconosciute come prioritarie anche dal governo e dai responsabili della misione #Italiasicura».

Ed in effetti è lo stesso Sblocca Italia che sul tema del rischio idrogeologico, all’articolo 7 comma 2 recita “…in ciascun accordo di programma deve essere destinata una percentuale minima del 20 per cento delle risorse. Nei suddetti interventi assume priorità la delocalizzazione di edifici e di infrastrutture potenzialmente pericolosi per la pubblica incolumità”, prevedendo quindi si stanzino dei fondi per realizzare le opere di delocalizzazione.

Per Legambiente la strategia del “difendere a tutti costi” le attività e le residenze esposte a pericolo alluvionale, comporta importanti impatti ambientali, elevati costi economici ed esternalità, tra le quali un possibile aumento del rischio a valle. La delocalizzazione consente invece di annullare questo rischio. Lo si annulla sia in loco sia a valle, per effetto del recupero di aree da dedicare al passaggio delle acque.

«Questa azione – sostiene il presidente di Legambiente Liguria – permette la riqualificazione urbana di aree dismesse, il recupero naturalistico e riduce i costi a lungo termine, a fronte di una spesa iniziale su cui investire, non dimenticando le ricadute positive che l’avvio di tali azioni possono avere nel mondo del lavoro. Non delocalizzare richiede invece l’investimento di denaro pubblico per difendere beni privati di valore spesso inferiore all’investimento sostenuto, con le aggravanti di danneggiare, artificializzandolo ulteriormente, il corso d’acqua mantenendo una popolazione esposta al pericolo».

Locandina convegno dissesto Legambiente

 

 

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