Pronto un piano di risanamento per il Carlo Felice, una vera e propria boccata d’ossigeno per mettere la parola fine al lungo periodo buio del teatro genovese. Un piano triennale che vale circa 15 milioni di euro, varato da Pier Francesco Pinelli, supercommissario nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche, e dal sindaco di Genova, Marco Doria. Si attende ancora l’ok del ministero dei Beni culturali e di quello dell’Economia, ma dovrebbe trattarsi solo di una formalità. Il piano prevede il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2016 e, grazie all’adesione alla legge Bray (Decreto valore cultura del 2013), che già aveva portato nelle casse della Fondazione lirica 3 milioni do euro all’inizio del 2014, arriveranno altri 10 milioni a marzo 2015.
Ma sono previste anche altre entrate finanziarie: prosegue il confronto Carlo Felice-Banca Carige per risolvere il problema degli interessi anatocistici pagati dal teatro all’istituto di credito. Il sovrintendente Maurizio Roi assicura che saranno prese tutte le misure per recuperare il massimo possibile, inizialmente già 3 milioni di euro per lo stralcio nominale del debito. Non si escludono anche sponsorizzazioni annuali da parte della banca che potrebbero non solo appianare inizialmente il debito, ma anche garantire, nel giro di qualche anno, anche una discreta entrata.
Verso la conferma anche il sovrintendente Maurizio Roi.

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