Esonero dai diritti camerali e dalle imposte di bollo, una gestione societaria più flessibile, facilitazioni nel ripianamento delle perdite, disciplina del lavoro tagliata su misura, ma anche facoltà di remunerazione flessibile, credito d’imposta per assumere personale altamente qualificato e incentivi fiscali per investimenti in start up provenienti da persone fisiche e giuridiche. Sono alcune delle agevolazioni che spettano alle start up innovative e che sono state presentate alla Camera di Commercio di Genova, tappa del roadshow organizzato da Unioncamereministero dello Sviluppo economico per far conoscere tutti i vantaggi a studenti, ricercatori, imprenditori, professionisti e consulenti aziendali. Il candidato a essere il centro di queste nuove realtà è l’Istituto italiano di tecnologia, che sta per realizzare un campus-incubatore per le start up create dai propri ricercatori, l’anello che mancava per collegare la realtà di ricerca con il mercato.

In Italia sono 2.908, di cui 885 nel Nord Ovest e 46 in Liguria, con Genova a fare la parte del leone (36). Ogni 1.000 nuove imprese iscritte al registro imprese nel 2013 in Italia 2,2 erano start up innovative, nel Nord Ovest 2,6 e in Liguria una. «Purtroppo ancora molti imprenditori non sanno che c’è questa opportunità – spiega Maurizio Caviglia, segretario generale della Camera di Commercio di Genova – spero che questo roadshow sia servito a far capire i vantaggi».

L’andamento delle iscrizioni allo speciale registro sono in crescita in Italia (nel 2011 294 nuove imprese, 462 nel 2012, 853 nel 2013, 1016 nel 2014), mentre in Liguria stanno calando: erano 6 nel 2011, 15 nel 2012, 10 nel 2013 e 6 nel 2014.

Tra i settori economici rappresentati prevale quello “altri servizi” con 38 aziende di cui 14 di produzione software e consulenza informatica, 11 di ricerca e sviluppo, 9 di ulteriori servizi e 4 di servizi di informazione. Staccata la categoria industria/artigianato con 8.

Per quanto riguarda il valore della produzione, la maggioranza (80%) non supera i 100 mila euro, il 13,3% arriva a 500 mila, il 3,3% raggiunge il milione e il 3,3% è compreso tra il milione e i 2 milioni di euro, nessuno supera questa cifra. Le cinque categorie per l’Italia sono maggiormente distribuite: 66,9%, 27%, 3,5%, 1,5% e 1,1%.

Analizzando i dati sulla classe di addetti per la Liguria l’82,4% è da 0-4, l’11,8% da 5-9, il 5,9% da 10-19 e nessuna tra 20-49. I dati italiani non sono poi così diversi: rispettivamente 84,6%, 10,3%, 4% e 1,1%.

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