I giovani liguri sono analfabeti finanziari, con 468 punti (l’Italia raggiunge quota 466) secondo la rilevazione Ocse Pisa 2012 (Programme for international student assessment), che vale il 17esimo posto su 18 Paesi partecipanti. Oltre la metà degli studenti si attestano su un livello di comprensione dei meccanismi economici e finanziari ben al di sotto della media dei Paesi monitorati.

Oggi a Genova si sono riuniti insegnanti e dirigenti scolastici per parlare di cittadinanza economica, legalità e sviluppo delle competenze economiche. La sfida dell’alfabetizzazione, che ha caratterizzato gli insegnamenti della scuola nel secolo scorso, non ha perso la sua attualità: in un mondo dove parole come tasso, mutuo e spread sono di uso comune, diventa fondamentale familiarizzare il prima possibile con questi concetti.

Nell’aula magna dell’Istituto superiore Vittorio Emanuele II-Ruffini, i principali enti impegnati nella diffusione dell’educazione finanziaria (Banca d’Italia, Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio, Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza), insieme con l’assessore regionale alla Formazione e alle Risorse finanziarie Sergio Rossetti, con Rosaria Pagano, direttore generale dell’ufficio scolastico regionale per la Liguria e Mario Venturi, direttore della sede di Genova della Banca d’Italia, hanno presentato al corpo docente i propri programmi nell’ambito del workshop “La cittadinanza economica nella cornice della Buona Scuola” .

Questa iniziativa vuole facilitare l’inserimento di progetti di educazione finanziaria da parte delle scuole, in particolare quelle secondarie di secondo grado, in vista della prossima rilevazione Ocse Pisa sulla financial literacy già programmata per il 2015.

Regione Liguria, ufficio scolastico regionale per la Liguria e Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio, hanno sottoscritto un protocollo di collaborazione per la diffusione dell’educazione finanziaria nelle scuole.

 

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