328,7 milioni di euro di passivo per Banca Carige, che chiude in rosso i primi nove mesi del 2014. Il bilancio intermedio di gestione approvato dal cda del gruppo registra un aumento del 15% dei costi (passati da 432 a quasi 497 miliardi di euro) e una diminuzione del margine di interesse e delle commissioni nette: il primo, in calo del 10,6%, passa da 351 miliardi del settembre 2013 ai 314 attuali, mentre le commissioni, a -7,6%, registrano un calo di oltre 15 miliardi, passando dai 204 ai 188,8 di quest’anno. Su queste pesa, in parte, anche la cessione della Società di gestione del Risparmio, ultimata il 30 dicembre 2013.
A pesare sul rosso da 328 milioni sono soprattutto le componenti straordinarie (tra cui ammortamenti dovuti alle chiusure delle filiali e gli esodi del personale), al netto delle quali Banca Carige avrebbe chiuso “solo” con un passivo di 50 milioni, contro i 174,4 dei primi nove mesi del 2013: un piccolo segnale incoraggiante per il gruppo di Cesare Castelbarco Albani. Nonostante il contesto non particolarmente favorevole, ci sono altre note positive: l’aumento del 6,7% della cosiddetta componente “core”, cioè conti correnti e depositi, che passano a quota 15,1 miliardi. In aumento (+4,1%) anche il risparmio complessivamente raccolto (49,8 miliardi).
Per quello che riguarda il rafforzamento di capitale, garantito fino a 650 milioni da Mediobanca, si attende, nei prossimi giorni, la risposta della Banca alla Fondazione Carige (che detiene il 19% delle azioni dell’istituto di credito), che ha chiesto maggiore tutela per gli azionisti in questa operazione. La Fondazione, non avendo le forze per seguire il gruppo nel piano di rafforzamento, spinge per un’aggregazione tra banche.

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