Insegnare l’italiano attraverso le specialità e le eccellenze italiane. Questo il filo conduttore del programma “L’italiano in Italia”, il corso di lingua di Nhk Educational, canale culturale della tv di stato nipponica, che quest’anno ha fatto tappa in Liguria. «Questa trasmissione è entrata in palinsesto nel 1992 e si è aggiunta a un programma radiofonico che svolgeva già la stessa funzione. – spiega la regista Keiko Katoh – In Giappone abbiamo molti corsi televisivi dedicati all’apprendimento delle lingue straniere e l’italiano è uno dei più seguiti». Perché tanto interesse per la lingua di Dante? La risposta è semplice: nel Sol Levante tutto ciò che è italiano piace. «I giapponesi amano l’Italia, la sua cultura, l’arte, la cucina, ma anche lo sport – continua la regista – “L’italiano in Italia” viene seguito da circa 200.000 persone, giovani e meno giovani, interessate a imparare la lingua e a scoprire allo stesso tempo le bellezze del vostro Paese».
Ad accompagnare la troupe, che è in Liguria dal 7 ottobre scorso e ripartirà lunedì 27, c’è Lorena Stendardi, coordinatrice di produzione, interprete ed elemento fondamentale di un gruppo composto, oltre che da Katoh, da un cameraman e un fonico. «In questi venti giorni stiamo girando video-contributi che andranno in onda ogni lunedì da aprile a settembre 2015, per un totale di 24 puntate. – spiega Stendardi – Ogni episodio si sviluppa attraverso conversazioni e interviste ad artigiani e specialisti, ma anche alla gente comune. Il tutto è arricchito da riprese di musei, opere d’arte e prodotti tipici, come il basilico genovese».
Prima di arrivare a Genova, la troupe è stata a Camogli, Portofino, Portovenere, Campo Ligure, Albisola e alle Cinque Terre. Nella città della Lanterna, dove sono già stati visitati alcuni luoghi simbolo come i Musei di Strada Nuova e l’Acquario, verrà girata lunedì la puntata finale. Ieri intanto il gruppo ha fatto visita al Celso, l’Istituto di Studi Orientali con sede in Galleria Mazzini, dove ha assistito a una breve lezione di giapponese cui hanno partecipato alcuni studenti appartenenti a diversi anni di studio. «Siamo rimasti molto colpiti – dice ancora Keiko Katoh – nel vedere che anche a Genova ci sono tante persone desiderose di imparare non solo la lingua, ma anche la cultura, gli usi e i costumi del Giappone».

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