Il sindaco di Genova Marco Doria chiede l’intervento della Regione Liguria per risolvere il problema dei rifiuti accatastati in piazzale Kennedy a seguito dell’alluvione del 9-10 ottobre 2014. Il giorno successivo al disastro il primo cittadino genovese ha firmato un’ordinanza con cui viene concesso in via eccezionale di depositare i detriti nella discarica di Scarpino, che proprio in questi giorni avrebbe dovuto chiudere a causa della mancanza di impianti per il trattamento dei materiali. La deroga, della durata di 15 giorni, scadrà il 25 ottobre, e a quel punto c’è il rischio che il sito venga nuovamente chiuso. Doria ha perciò scritto una lettera al presidente della Regione Claudio Burlando in cui si sollecita l’intervento della Protezione civile regionale o di quella nazionale, «affinché sia emessa un’ordinanza che autorizzi lo smaltimento dei rifiuti a Scarpino, così da assicurare alla cittadinanza le adeguate condizioni igenico-sanitarie».

Nel documento c’è spazio anche per i lavori necessari alla messa in sicurezza della discarica, che comprendono interventi per la depurazione del percolato e la regimazione delle acque. Secondo Palazzo Tursi saranno necessari più di 50 milioni di euro, una cifra che non può essere sborsata interamente dal Comune, dato che «tale onere deriva in larga parte da una porzione di discarica chiusa in un’epoca antecedente l’emanazione di norme precise in materia di impermeabilizzazione. Dato che il sito si trova in un’area a elevato rischio idrogeologico, il problema deve essere inquadrato in un’ottica regionale e nazionale».

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