Cento milioni di euro per la costruzione dei nuovi impianti di trattamento dei rifiuti, più un’altra cinquantina per la messa in sicurezza della discarica. Questi i numeri del piano industriale presentato ieri da Amiu alla giunta e ai capigruppo del Consiglio comunale. Una spesa che l’azienda ha già detto di non essere in grado di sostenere da sola e che è però necessaria se si vuole adeguare Scarpino alla normativa di legge. Marco Castagna e Pietro D’Alema, rispettivamente presidente e direttore generale di Amiu, hanno indicato tre possibili strade per realizzare i lavori: costituzione di una new company, ingresso di un nuovo socio, ricorso a fondi europei e ad altri finanziamenti. «Siamo dentro una tempesta perfetta, ma vogliamo uscirne trasformando Amiu da società per servizi a società per recupero dei materiali. Per farlo siamo pronti a ricevere investimenti sia dal pubblico che dal privato» ha detto Castagna. L’appello è stato accolto dal sindaco di Genova Marco Doria, consapevole che la decisione sul futuro della municipalizzata spetti al suo unico azionista, il Comune. Sull’apertura ai privati si sono registrate tensioni tra il capogruppo della Lista Doria Enrico Pignone, che si è detto contrario, e quello del Pd Simone Farello, favorevole invece all’arrivo di finanziamenti privati.

I lavori da effettuare a Scarpino riguardano principalmente l’impiantistica (impianti di separazione secco-umido, biodigestore, impianto di compostaggio), ma diverse milioni di euro dovranno essere usati anche per il trattamento del percolato, liquido che si origina dall’infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.