«Voglio esprimere il cordoglio profondo per il cittadino deceduto in questa tristissima occasione». Esordisce così il sindaco di Genova Marco Doria, che ha ricostruito la giornata di ieri, terminata con l’esondazione di Bisagno, Fereggiano e Sturla e la vittima, Antonio Campanella, annegato a Borgo Incrociati.

La giornata di ieri è stata affrontata basandosi sull’avviso meteo regionale emanato dall’Arpal che non ha fatto ritenere alla Protezione civile di emanare l’allerta 1 o 2: «La Protezione civile – spiega Doria – prevede il monitoraggio 4 pattuglie dedicate della polizia municipale che seguono percorsi definiti per controllare quello che avviene sul territorio. Visto che in città stava piovendo molto, abbiamo prestato una particolare attenzione alle scuole: attorno alle 11.15 abbiamo avvisato tutti i dirigenti scolastici per allertarli sulla possibilità di adottare le misure in caso di emergenza».

Nel tardo pomeriggio poi la situazione sembrava in miglioramento. Ma dalle 22 si è verificato un aumento delle precipitazioni particolare. Doria fornisce i dati dell’idrometro sul Geirato: «All’una di notte sulle 24 ore erano caduti 395 mm, di questi 262 sono caduti nelle ultime 12 ore e di questi 262, 256 erano caduti nelle ultime 6 ore, addirittura 215 nelle ultime tre ore».

Doria sottolinea anche che il monitoraggio del torrente in via Canevari ha mostrato che per gran parte della giornata livello dell’acqua fosse molto al di sotto della linea rossa e che l’impennata verticale si sia verificata in un tempo orario ridottissimo.

L’esondazione ha interessato tutta la zona della bassa val Bisagno, la foce, borgo incrociati e verso via XX Settembre è stata anche più ampia rispetto a quella del 2011, con il mercato orientale che ha visto danneggiati i propri depositi.

L’sms della Protezione civile è arrivato solo alle 23.30. Resta quindi aperta la questione principale: la mancanza di rapidità da parte della “macchina” comunale (e della Protezione civile), nel gestire ciò che agli occhi dei cittadini sembrava già inevitabile da qualche ora: l’avviso di fare molta attenzione e mettersi in salvo perché un mare di fango avrebbe potuto di nuovo riversarsi in città. Procedure che, nel caso di un intoppo o di un errore, non sono in grado di attivarsi in modo significativo.

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