L’idea nasce dalla risposta a una domanda: che cosa cerca il turista? Se – come è – cerca arte, storia, musei, ma anche i sapori della tradizione (soprattutto in cucina) e uno shopping originale, la soluzione – hanno pensato Mario Clavarino, un passato da informatico, e Cristina Rosa Robello – si chiama “Creattivando”. Un gerundio per un nome che copre un posto situato in uno dei palazzi dei Rolli genovesi, in via Garibaldi 12, con entrata anche da vico Dietro il coro della Maddalena 40r.

Cristina Rosa Robello e Mario Clavarino
Cristina Rosa Robello e Mario Clavarino

Per capire che non si tratta solo di un negozio che vende prodotti tipici della Liguria (prodotti artigianali tipici e certificati, vini, pasta, biscotti, marmellate, cioccolato, naturalmente olio, eccetera), bisogna chiedere e osservare. E si scopre che gli spazi, quelli al piano strada e quelli al piano interrato, hanno – come suggerisce Clavarino – una «funzione esperienziale» basata sul «food experience and store». Tradotto, significa che a Creattivando si possono assaggiare ed eventualmente acquistare prodotti, ma soprattutto, si può “imparare a fare” la cucina e l’artigianato imparando da un gruppo “tutto rosa” di maestre artigiane. Tanto per cominciare, ogni giorno, ci sono corsi di artigianato tipico ligure: Cristina Rosa Robello mostra, spiega e insegna il macramè, l’antica arte dell’annodare sapientemente le fibre con le mani importata dai marinai liguri dal vicino Oriente (foto d’apertura); Germana Zancan propone idee per realizzare cose utili o solo belle lavorando a maglia e all’uncinetto; Graziella Rosiglioni tiene corsi per chi vuole imparare a utilizzare la carta materica e velo su velo (per realizzare cornici e inserti destinati a simulare marmo e ardesia); Nicoletta Pareschi si dedica al cucito creativo; Laura Senili alla ceramica artistica, mentre Carla Guido tiene corsi di “food creativity”. Ma, più che la creatività spinta, quello che pare funzionare a Creattivando è la cucina tradizionale: molti genovesi e, soprattutto, tanti turisti chiedono di imparare i segreti dei piatti liguri, ovviamente primo tra tutti il pesto.

Quindi un negozio-laCreattivandoboratorio, forse anzi, più un laboratorio nel quale si vendono anche prodotti tipici. Dice Clavarino: «L’attenzione di Creattivando si concentra sui laboratori esperienziali per bambini e adulti, finalizzati ad apprendere o perfezionare le tecniche della lavorazione artigianale, interagendo direttamente con i protagonisti dell’arte del fare. Nei nostri spazi, l’artigiano plasma argilla, carta, tessuti e filati, narrando con l’amore e la passione che contraddistingue ogni sua creazione, salvaguardando la tradizione, il saper fare e il suo stretto radicamento con il territorio».

Creattivando corso di cucina
Corso di cucina: si prepara il pesto

Da quando, all’inizio dell’anno, è stata aperta anche la zona al piano interrato, oltre che agli artigianati tipici, Creattivando ha puntato decisamente sulla cucina. Non si è proposto come ristorante, ma come luogo dove si assaggiano e si impara a realizzare i piatti della cucina ligure. Dice Clavarino: «I turisti singoli, ma anche e forse soprattutto quelli che si appoggiano a un’agenzia, quando arrivano a Genova, trovano la proposta di poche idee: certo i musei, le strade, i palazzi, il centro storico. Ma oggi i visitatori chiedono di capire, con la storia, anche i sapori: il pesto è conosciuto in tutto il mondo, ma quanti lo hanno assaggiato sul serio? Un americano mi ha detto che per lui il pesto era una sorta di salsa che sapeva di menta…».

E, invece, a Creattivando viene consegnato un mortaio, viene mostrato quale tipo di basilico si usa, viene mostrato come si fa il pesto: anzi, no, viene spiegato come farlo e i turisti si preparano il pesto da soli. Così come il cappon magro, le verdure ripiene, i polpettoni e le torte di verdure, i pansotti e i canestrelli. Imparano a farle, le assaggiano e portano con sé l’esperienza di “aver fatto” un po’ di cucina ligure. Non solo: gli viene spiegato quali eventuali ingredienti utilizzare a casa loro per realizzare un piatto che “assomiglia” a quello originale, ma che sappia adeguarsi ai prodotti che si trovano in Giappone, come in Brasile o in Finlandia. Clavarino ha il progetto di organizzare quest’estate, per genovesi e per turisti, una grande kermesse in via Garibaldi: decine di persone che imparano a preparare il pesto.

Dal punto di vista commerciale, il locale si apre anche al temporary shopping, sia per aziende artigianali, sia per aziende alimentari, ma in particolare propone le proprie sale multimediali come spazi per meeting destinati a imparare a “fare qualcosa”. E il fare, a quanto pare, piace ai turisti, ma appassiona soprattutto i bambini. Clavarino racconta l’esperienza di feste che sono diventate un modo per i piccoli ospiti di scoprire i segreti della cucina o di un qualche mestiere artigiano.

Ma quale è il target di questo strano negozio-laboratorio? «Siamo aperti tutti i giorni della settimana, escluso il mercoledì, dalle 10 alle 19. Questo spiega che il nostro primo target è rappresentato dai consumatori genovesi e liguri che avrebbero l’occasione di effettuare acquisti di sentimento e di identità collegati di solito a eventi. Il secondo target è, ovviamente, rappresentato da turisti di passaggio, gruppi organizzati, croceristi, che hanno anche la possibilità di incontrare, con il “bello” e il “buono”, anche il “saper fare” della nostra terra».

Da quando è stato inaugurato, attraverso i social media, Creattivando ha iniziato a costruire una propria comunità fisica che viene informata virtualmente degli appuntamenti e delle iniziative proposte in via Garibaldi 12.

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