Una formula ancora poco sperimentata in Liguria, ma che potrebbe essere la marcia in più per le piccole medie imprese. Le reti d’impresa sono sinonimo di maggiore competitività e innovazione oggi più che mai, perché integrando le proprie competenze e conoscenze con altri soggetti e individuando obiettivi comuni.

Se n’è discusso durante un affollato seminario informativo alla Camera di Commercio di Genova, durante il quale è stata presentata una pubblicazione sulle reti e le altre forme di aggregazione di impresa.

Tutte le imprese, grandi e piccole, quando riescono a individuare obiettivi comuni affrontano i problemi con maggiore forza, ma i vantaggi sono ancora più evidenti per le piccole e le micro imprese. Aldo Bruzzone, avvocato esperto in legislazione societaria e dinamiche aziendali, spiega: «La normativa che disciplina il contratto di rete è stata interessata da una serie di modifiche e integrazioni con l’intento di chiarire i vari profili legati alla norma del contratto di rete. In ogni caso la caratteristica principale è essere una forma di coordinamento di natura contrattuale tra imprese che vogliono aumentare la loro massa critica per essere più forti sul mercato senza però fondersi tra loro». Gli strumenti più utilizzati e attualmente disponibili sono il contratto di rete (che consente alle imprese di sviluppare network mantenendo l’individualità ma regolando i rapporti giuridici derivanti da una collaborazione stabile basata su obiettivi strategici), i consorzi (che nascono invece come organizzazione comune per lo svolgimento di determinate e specifiche fasi delle attività di impresa) e le ati (associazioni temporanee tra imprese che si impegnano a collaborare per poter far fronte a esigenze o attività meramente puntuali). Attraverso il contratto di rete le imprese si impegnano a collaborare, scambiarsi informazioni ed esercitare molteplici attività purché rientrino nel proprio oggetto sociale e contribuiscano allo svolgimento del programma comune di rete. I consorzi aggregano invece, solitamente, imprese dello stesso settore (ad esempio per la valorizzazione e diffusione di prodotti) mentre spesso le imprese riunite in una ati sono complementari per tipologia di attività svolta, di servizio reso o per dimensione.

Angelo Peripimeno
Angelo Peripimeno

Angelo Peripimeno, ingegnere, consulente in innovazione aziendale, mostra la continua crescita delle imprese che fanno rete: «In Liguria sono 93. Per quanto riguarda il numero e la diffusione geografica, il fenomeno è in forte crescita: dal 1 agosto 2011. Le reti sono passate da 118 a 1240, mentre le imprese aderenti aumentano da 557 a 5887. Le imprese maggiormente coinvolte in questo processo sono quelle lombarde, seguite dalle emiliane e dalle toscane». Quanto alla distribuzione settoriale, i settori di attività più interessati sono il manifatturiero (39%) i servizi alle imprese (26% inclusi informatica e turismo) e le attività commerciali (12%).

Paola Carbone
Paola Carbone

«L’evidenza ci dimostra – spiega Paola Carbone, responsabile del settore innovazione e brevetti della Camera di Genova – che le imprese che fanno rete spesso si specializzano nel proprio core business migliorando la qualità dei prodotti, ma riescono anche a ridimensionare il proprio fabbisogno finanziario per investimenti, a ridurre l’indebitamento e frazionare i rischi degli investimenti e a ridurre il rischio operativo». In particolare l’organizzazione a rete, che implica una forte spinta alla specializzazione produttiva, favorisce la concentrazione delle risorse nelle competenze che meglio qualificano ciascun partner. Da un punto di vista organizzativo, l’affidamento di alcuni processi a partner specializzati permette, da un lato, di liberare risorse tecniche, umane e finanziarie da impiegare in attività che possono meglio contribuire alla crescita aziendale, e, dall’altro, di recuperare efficienza nei processi meno critici per la gestione. Fare rete inoltre aiuta ad operare meglio sul mercato globale. Una indagine del ministero dello Sviluppo economico segnala che le aziende aderenti a una rete da meno di un anno hanno aumentato le esportazioni del 21,8% mentre quelle in rete da almeno un anno hanno registrato un +25,2%.

(In collaborazione con Camera di Commercio di Genova)

 

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