Emozioni da appendere

A volte un’idea fatta di colori, immagini e parole arriva all’improvviso, lungo un binario immerso nella nebbia in pieno inverno. Così sono nate le Lèggitéle, un progetto grafico ideato da Davide Fraccavento e Manuela Monaco, in cui frasi, poesie e canzoni vengono abbinate a un’immagine per ottenere una stampa da appendere alle pareti. Un’idea originale che, attraverso internet e i social network, è diventata una piccola realtà imprenditoriale. «Tutto è nato per amore, in una grigia mattina mentre viaggiavo in treno come pendolare verso Tortona, dove ero appena stato trasferito – racconta Fraccavento – pensavo a un regalo per mia moglie: volevo creare una composizione con le nostre prime lettere e i messaggi che ci eravamo scambiati, dai quali emergesse una nostra fotografia. Un istante dopo, mi sono reso conto che questa intuizione si poteva applicare a qualunque testo e immagine personalizzata».

Manuela Monaco e Daniele Fraccavento
Manuela Monaco e Daniele Fraccavento

Così Fraccavento e Monaco hanno deciso di lanciare il loro progetto attraverso Facebook. I progetti vengono sviluppati su un normale personal computer, mentre per la stampa ci si affida a uno studio grafico. Poi i materiali vengono assemblati su telai di legno nel piccolo laboratorio allestito nel proprio appartamento, rifiniti e confezionati per la spedizione, o consegnati direttamente a domicilio. Nel giro di un anno, la loro pagina è cresciuta fino a raggiungere oltre 1100 consensi, arrivando a distribuire le Lèggitéle su scala nazionale, in Toscana, Abruzzo, Campania, Lombardia e altre regioni. «Abbiamo volontariamente sfruttato il passaparola virtuale, senza spendere un centesimo in pubblicità, né su Facebook, né per il sito internet (www.leggitele.it) che abbiamo aperto nel frattempo», spiega Fraccavento.

Un’operazione di marketing a basso costo che ha portato un piccolo fatturato di 5 mila euro e una sessantina di clienti, tra cui l’associazione Alemante Friends, che ha commissionato cinquanta lavori, per finanziare il proprio Festival di cabaret, musica, solidarietà e iniziative benefiche. Lo scambio di impressioni online è parte integrante nella creazione del prodotto: «È l’aspetto più interessante: il cliente sceglie testo e foto, per esempio del proprio partner o di un famigliare, una canzone o una poesia, i colori prevalenti e il tipo di materiale – spiega Fraccavento – noi facciamo un primo progetto, che dà inizio a un intenso scambio di idee. A volte ci si ritrova a scambiare 40-50 email, e si finisce ad avere quasi un rapporto d’amicizia».

Un rapporto, quello con i clienti, che ha spinto il progetto in una direzione diversa rispetto all’idea iniziale. «Abbiamo iniziato con una stampa su Fabrizio de André e i testi dell’album “La Buona Novella”, la seconda era dedicata ad Antonio Gramsci – racconta Fraccavento – in una visione legata alle grandi icone pop, sulla scia di Andy Warhol». Per poi scoprire, al contrario, che le persone amano soprattutto le piccole cose, i temi familiari: immagini legate ai propri mariti, fidanzate, figli, genitori. «La parte più bella di questo lavoro è il lato emozionale, l’essere legato a un ricordo, a un’esperienza vissuta, a qualcosa di personale del cliente. Non ci sentiamo artisti: al di là dell’estetica, il nostro prodotto ha una valenza emotiva, predominante rispetto al lato artistico».

Un valore affettivo che ha portato anche alla produzione di magliette ufficiali per la Sampdoria: «La proposta è arrivata, anche in questo caso, tramite il passaparola. I nostri lavori sono stati notati da qualcuno della società e siamo stati contattati per produrre t-shirt per i Sampdoria Point. Siamo molto contenti, nonostante io sia genoano – sorride Fraccavento – anche perché sono già arrivate richieste per nuovi prodotti. Le cose vanno più veloci di quanto ci saremmo aspettati e ci tocca rincorrerle ma questo è positivo».

Questa visibilità ha permesso loro di conoscere altri giovani imprenditori, con i quali lavorare a nuove idee. Nonostante le mille difficoltà nel conciliare questa attività con il proprio lavoro principale, la famiglia, i figli e il tempo libero; spesso lavorando fino a tardi, in un laboratorio improvvisato in casa propria. «Serve tanta passione – spiega Fraccavento – ho conosciuto in questi mesi tante persone come noi, che cercano di reinventarsi, provano a essere attive ed entusiaste. Io avevo abbandonato questa passione da anni; riprenderla mi ha dato nuove energie in un momento difficile». L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare, un giorno, a fare delle Lèggitéle la propria attività principale, aprendo un negozio nel centro storico di Genova o al Porto Antico. «Mettersi in gioco in prima persona è ciò che può salvare noi giovani, anche se serve tempo e la resa economica non è mai quella che si desidera – ammette Fraccavento – ma questo non importa: si ottengono molte soddisfazioni e una piccola fonte di sostentamento, che in un periodo come questo non va sottovalutata».

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here