Cento euro per vivere assieme la natura

Per tutti i non-scout, generalmente, quei gruppi di ragazzi che girano in calzoni corti anche d’inverno vengono goliardicamente definiti come “bambini vestiti da cretini, accompagnati da cretini vestiti da bambini”. Chissà se il fondatore della squadra di calcio più antica d’Italia avrebbe riso di questa descrizione: in pochi lo sanno, ma lo scoutismo a Genova è stato importato dallo stesso padre del Genoa Cricket Football Club, ovvero il medico inglese James R. Spensley. «Il fondatore del Genoa – racconta Mauro Cresta, direttore del centro studi Mario Mazza (vedi box)– era venuto a Genova per assistere gli equipaggi delle navi inglesi e proprio nella nostra città incontrò un altro appassionato dell’educazione giovanile, il maestro Mario Mazza. I due organizzarono la prima conferenza sullo scoutismo nell’Oratorio San Filippo, a Genova».

È il 19 novembre 1910. Tre anni dopo il primo campo scout organizzato da Baden Powell a Brownsea Island. Da quel primo incontro alla fondazione dell’Asci (Associazione scout cattolici italiani) dovranno passare ancora sei anni: il 28 maggio 1916 nel cortile di Palazzo del Principe sette reparti genovesi recitano, primi in Italia, la loro promessa scout. La città dove è nato lo scoutismo in Italia (fatta eccezione per un primo esperimento a Bagni di Lucca nel 1910) conserva ancora il numero di soci censiti più alto fra tutte le città italiane, in rapporto al numero di abitanti.

In Italia, solo per quanto riguarda l’Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani), si contano per il 2013 oltre 176 mila persone, di cui poco più di 144 mila ragazzi e 32 mila capi, riuniti in quasi duemila gruppi. Nella capitale ci sono 96 gruppi e 8.318 censiti, segue Milano con 31 gruppi  e 2964 scout, mentre Genova ha “soltanto” 28 gruppi, ma supera Milano per numero di censiti (2964). Facendo un rapporto su mille abitanti il capoluogo ligure può contare su una media di 5,5 censiti, battendo sia Roma (3,17), sia Milano (2,38), almeno secondo quanto scritto da Alessandro Giovannini e Francesco Castellone sulla rivista Proposta Educativa. In Liguria, invece, sono stati censiti nel 2013 quasi 7 mila scout, di cui quasi 6 mila soci giovani e mille capi. Ma gli scout non sono solo Agesci. Esistono anche il Cngei (Corpo nazionale giovani esploratori ed esploratrici italiani) e il Masci (Movimento adulti scout cattolici italiani), che contano rispettivamente 7 e 16 gruppi in Liguria. In Liguria ci sono tre sezioni del Cngei: Arenzano e La Spezia, sezioni mono-gruppo, e Genova che raccoglie 5 gruppi per un totale di 424 soci (dati del 2013), la quarta sezione più numerosa d’Italia.

QUANTO COSTA

Lo scoutismo è una delle attività extrascolastiche meno onerose per le famiglie: esiste una quota di iscrizione annua, che varia a seconda del gruppo, e una quota per il campo estivo. Normalmente le cifre si aggirano intorno ai 100-140 euro per la quota annuale e 120-160 euro per la quota del campo, considerando però che vengono offerti 10 giorni di vitto e alloggio per i lupetti (8-12 anni) e 15 giorni di accampamento per gli esploratori (12-16 anni). Tutto quello che non si riesce a pagare con le quote si risolve con gli autofinanziamenti: «La fascia d’età durante la quale cominciamo a proporre attività di autofinanziamento – spiega Ilaria Barberis, responsabile della zona Levante – è quella del reparto, ovvero da 12 a 16 anni. I ragazzi imparano a progettare un evento culinario, una vendita di oggetti creati da loro, uno spettacolo teatrale, un film, insomma tutto quello che viene loro in mente di fare».

Barberis Ilaria
Ilaria Barberis

In questo modo i ragazzi imparano a dare il giusto valore ai soldi e a gestirli: «La nostra è un’associazione senza scopo di lucro – precisa Barberis – perciò facciamo autofinanziamenti solo quando abbiamo progettato un’attività che non riusciamo a pagare con le quote di iscrizione. L’importante è che i ragazzi capiscano che “fare soldi” sia un mezzo e non il fine di un’attività».

CAPI VOLONTARI

I capi sono tutti volontari. Lo scoutismo, come voleva il fondatore Baden Powell, si basa sul servizio gratuito da parte di capi, già scout o giovani e adulti che si avvicinano al movimento più tardi, che dedicano buona parte del loro tempo libero per portare avanti il messaggio educativo di “B.P.”, ovvero lasciare il mondo un po’ migliore di come lo si è trovato. Anche le sedi scout spesso sono in locali offerti gratuitamente dalle parrocchie, punto d’appoggio per i gruppi Agesci, mentre per le sedi Cngei si paga un affitto mensile: «Quasi tutte le nostre sedi – spiega Alessandra Rossi, presidente Cngei della sezione di Genova – sono del Comune di Genova ed essendo la nostra un’associazione a promozione sociale, le cosiddette Aps, beneficiamo di un abbattimento dell’affitto del 90%. Per noi scout sono cifre comunque alte, ovvero circa mille euro al mese».

LA ROUTE NAZIONALE

Durante i primi dieci giorni dell’agosto 2014 l’Agesci realizzerà uno egli eventi più imponenti organizzati negli ultimi anni di vita dell’associazione: la route nazionale a San Rossore (Pisa), nell’ex tenuta del presidente della Repubblica. Le “strade di coraggio”, questo lo slogan della manifestazione che coinvolgerà 32 mila scout provenienti da tutte le regioni d’Italia.

«L’Agesci – racconta Donatella Mela, responsabile regionale ligure – ha avuto uno sguardo prospettico verso il futuro secondo me lungimirante. In un momento di crisi è assolutamente rivoluzionario parlare di coraggio e ancor più consegnare il futuro dell’associazione nelle mani dei più giovani». Durante i primi 5 giorni dell’evento verranno percorse in tutta Italia 500 route, di cui  20 nei sentieri liguri, mentre il 6 agosto ci sarà il grande spostamento verso San Rossore per la parte conclusiva dell’iniziativa. «La novità di questa route nazionale – spiega Mela – è anche l’utilizzo delle nuove tecnologie: i ragazzi potranno condividere tutti i loro contributi, foto, video o testi, direttamente nel sito web della route». I dati sul numero di partecipanti liguri sono ancora provvisori, ma su 67 clan esistenti hanno aderito alla preiscrizione dell’evento 66 gruppi e, fra clan ospitati e quelli ospitanti, nei primi cinque giorni dell’evento passeranno per i sentieri liguri oltre 1500 scout.

Mela e Battaglia, incaricati regionali
Donatella Mela e Gianvittorio Battaglia

«La route nazionale – spiega Gianvittorio Battaglia, responsabile regionale ligure – ha due grandi obiettivi: il primo, verso l’esterno, è quello di testimoniare una presenza forte dell’associazione nel partecipare attivamente alla vita del Paese e nel cercare di migliorare i luoghi in cui viviamo. Il secondo, invece, è quello di rendere i ragazzi protagonisti dell’evento e farli diventare ambasciatori di un messaggio di rinnovamento dell’associazione stessa».

LA “BASE” DI VARA

Tutto è partito da una casa, poi una donazione da una parte e un acquisto dall’altra, la base scout regionale di Vara Inferiore nel giro di trent’anni ha superato i 40 mila mq di terreno e circa 30 ettari di bosco. La base scout che gestisce Agesci Liguria si chiama “Il Rostiolo” ed è composta attualmente da cinque case (Mulino, Mugnoli, Pippo, Quercia e Pino) che possono ospitare fino a 200 persone contemporaneamente, senza contare gli spazi per le tende. Tutte le case sono state ristrutturate, o sono in fase di ristrutturazione: «I lavori alla base – spiega Francesco Gamberoni, incaricato regionale all’organizzazione di Agesci Liguria – procedono nella casa “Romana” per un importo complessivo di spesa di circa mezzo milione di euro. Parte di questi lavori sono stati finanziati dalla Fondazione Carige e parte dalla Regione, anche se stiamo ancora cercando qualche donatore per completare la casa».

La “Romana” sarà pronta per le attività della prossima estate, anche se in forma un po’ spartana: «Per completare la struttura e renderla un po’ più accogliente – dice Gamberoni – ci servirebbero altri 50, 60 mila euro».

Luogo privilegiato per le attività scout, la base di Vara viene utilizzata da moltissimi gruppi, provenienti anche dalle altre regioni: nel 2012-13 sono state contate oltre 9500 presenze, di cui 6600 in casa e 2900 in tenda, presenze che si sono concentrate soprattutto nei mesi stivi, ovvero il periodo dei campi di fine anno. «La prossima estate – racconta Gamberoni – la base vedrà passare circa 1500 scout di tutta Italia che percorreranno i sentieri liguri durante la prima fase della route nazionale». Il numero di scout ospitati dalla Base, quindi, non è diminuito negli anni, nonostante i lavori di ristrutturazione delle case. Una Base che ha assunto negli anni un ruolo importante anche per mantenere viva l’economia del territorio che la ospita, a metà fra i comuni di Urbe e Sassello, tenendo presente che laddove passano circa 10 mila scout all’anno bisogna provvedere perlomeno ai trasporti e al loro sostentamento alimentare.

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