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Alessandro Ravecca (a destra) premiato da Luciano Pasquale presidente di Unioncamere Liguria

Tutto inizia quando Alessandro Ravecca, non ancora diciottenne, convince il fratello a comprare insieme a lui lo stabilimento balneare dove lavora come bagnino. I bagni diventano in poco tempo il centro di feste in spiaggia, eventi e iniziative organizzate con entusiasmo dai due fratelli. Da quel momento l’avventura imprenditoriale di Ravecca non si ferma più: nel corso degli anni infatti arrivano il primo bar e i ristoranti fino all’attuale catena Cibiamo Group scelta per la categoria dell’Idea imprenditoriale dell’anno 2013. Il format di successo ha un precursore: un locale aperto nel centro storico di Sarzana dai tre soci fondatori Alessandro, Giorgio Ravecca e Claudio Bernardi. Una delle caratteristiche principali di questo negozio è l’impasto di focaccia e pizza: una base senza strutto, ottenuta con una lunga maturazione per essere cotta su mattone e preparata direttamente nel punto vendita. «Si tratta – spiega Ravecca – di una focaccia pane, con pochissimo olio, peculiarità che consente, nella farcitura, l’uso di salse che la rendono piacevole al palato senza essere pesante». Questa formula viene trasferita nel primo negozio del gruppo Cibiamo, aperto nel 1992 all’interno dell’ipercoop di Sarzana. «L’unica differenza – sottolinea il presidente – dovuta alla crescita successiva, è stata la standardizzazione dei processi produttivi che ha portato a brevettare l’impasto della pallina mantenendo però inalterata la ricetta originaria. La grande forza del gruppo sta proprio nella volontà di portare una storia di artigianalità nella catena che, per definizione, richiede una forte uniformità».

La mission, a detta dell’azienda, fa quindi leva sull’utilizzo di ingredienti semplici, di qualità e su un processo di produzione svolto davanti al cliente. Obiettivi che danno buoni risultati a guardare i numeri di bilancio degli ultimi anni: un 2013 chiuso con 81 punti vendita che danno lavoro a circa 650 operatori. Un aumento dei negozi del 35% dal 2011 al 2013; con questo tasso di crescita l’impresa conta di arrivare a 100 locali in Italia entro il 2015. « Ma non c’è solo l’Italia – specifica Ravecca – l’apertura della Bottega del caffè in Regent Street a Londra, nel 2010, è stato il primo passo per l’espansione dei nostri marchi all’estero. Il buon esito di questo progetto ci fa prevedere altri dieci locali in Inghilterra entro il 2015. Il piano di sviluppo è stato reso possibile grazie all’ingresso di nuovi soci». L’espansione dell’azienda e l’aumento della rete commerciale ha richiesto dunque un rafforzamento societario, iniziato nel dicembre 2011, quando Euroristoro diventa un’importante azionista di Cibiamogroup, con una quota del 50%. I soci di Euroristoro sono le famiglie Berselli, Mingozzi e Ferranti, da decenni attive nella ristorazione, in particolar modo nelle stazioni ferroviarie d’Italia. In questo nuovo contesto Renzo Mingozzi assume la vice presidenza del gruppo.

Cibiamo Time a Parma
Cibiamo Time a Parma

«Oggi – sottolinea il presidente – la nuova scommessa è un ritorno alle origini, “sulla strada”: dopo aver aperto locali nei centri commerciali, nelle stazioni, negli aeroporti, il gruppo è pronto a ritornare nel cuore delle grandi città. A fine febbraio aprirà un punto vendita a marchio La bottega del Caffè nel centro storico di Trieste, quasi una provocazione aprire nella patria delle caffetterie conosciute in tutta Europa». Ma non è il solo progetto on the road: a dicembre è stato inaugurato a Parma un nuovo format, Cibiamotime, che offre ristoro e accoglienza durante le varie ore della giornata. Il grande successo ottenuto in questi anni consente ad Alessandro Ravecca, che dal 2013 è presidente provinciale della Confesercenti della Spezia, di avere una visione ottimistica del futuro, nonostante la generale crisi che oggi attraversa il Paese: «Mi sento di dire, a un giovane che voglia investire le proprie idee nel mondo imprenditoriale, di provarci, di non rinunciare mai, di non arrendersi. Ci sono ragazzi capaci, con una professionalità e un rigore che spesso non trovo nei miei coetanei. L’innovazione non è solo web e nuova tecnologia, ma è innanzitutto cultura e oggi il mondo è alla ricerca di idee innovative. Se posso consiglierei a un giovane di guardare al campo del food, che può dare molte soddisfazioni dal momento che il cibo italiano è apprezzato e ricercato in tutto il mondo. Abbiamo in Italia una vera miniera, piena di risorse, in attesa di mani capaci e intelligenti, che ne estraggano prodotti con storie straordinarie da metter sul mercato».

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