È una delle aziende liguri salita agli onori delle cronache nazionali per aver contribuito all’impresa di “rimettere in piedi” il relitto della Costa  Concordia naufragata all’isola del Giglio ormai quasi due anni fa (vedi Liguria Business Journal n. 10/2013). Si tratta della spezzina Alioto Group, azienda specializzata nella produzione di funi d’acciaio e accessori di sollevamento. Lo stabilimento produttivo e il quartier generale per la precisione sono a Castelnuovo Magra, in provincia della Spezia. L’azienda fondata 40 anni fa da Giancarlo Alioto (fatturato di quasi 11 milioni di euro) ha prodotto i ganci, le funi d’acciaio, i cavi e le braghe di sollevamento che hanno permesso di sollevare e far ruotare la Concordia adagiata sul lato di dritta (usando il termine marinaresco per intendere la destra).

Chiara Alioto
Chiara Alioto

Chiara Alioto, figlia del titolare e managing director della società, ha definito il lavoro svolto per la Concordia una «scommessa vinta» che ha coinvolto per 20 mesi tutta la macchina produttiva del gruppo. «Abbiamo lavorato giorno e notte, sabati e domeniche comprese. Una squadra operativa al Giglio formata da 6-7 uomini era sempre pronta a intervenire. È stata una vera impresa: arrivavano gli ordini al mattino e le attrezzature andavano realizzate e consegnate in giornata. Nello stesso tempo dovevamo continuare a seguire anche molti altri clienti importanti».

Chiara Alioto racconta inoltre che «quando si è posto il problema di recuperare la nave ho subito presentato la nostra società alle due aziende che si contendevano l’appalto per la Costa Concordia: rispetto ai nostri concorrenti noi avevamo il vantaggio della vicinanza al Giglio che ci garantiva la possibilità di intervenire in tempi rapidi». Subito dopo la tragedia del 13 gennaio 2012, dunque, Alioto Group si è messo in moto: tecnici e operatori hanno partecipato alla progettazione, alla realizzazione e alla fornitura delle fondamentali attrezzature di sollevamento e messa in sicurezza della nave. «Investiamo molto sulle risorse umane e siamo riusciti a creare una squadra motivate – sottolinea Alioto – negli ultimi anni la nostra azienda ha assunto tanti giovani con professionalità elevate: bisogna sempre innovare. Ora stiamo studiando con l’Università di Genova una macchina unica in Europa per produrre funi d’acciaio capaci di sollevare tonnellaggi impressionanti e stiamo costruendo un banco di prova da mille tonnellate. Non ci fermiamo».

Dopo la Concordia è stata la volta di un altro impegno di rilevanza internazionale. Alioto è stato tra i fornitori del Consorzio Venezia Nuova, la società che è stata impegnata nelle prove di prima emersione delle paratoie del Mose nella bocca di porto di Lido. Nello specifico sono state fornite alle imprese di costruzione FincositMantovani forniture di cavi e attrezzature per l’ormeggio per il valore rispettivamente di 600 mila e 100 mila euro. La commessa per la Costa Concordia si aggirava invece su un valore complessivo di 1,5 milioni di euro. Oltre alle funi in acciaio il Gruppo Alioto, che è attivo nel settore precisamente dal 1974, ha tra i suoi prodotti anche catene, ancore e brache, ed è oggi specializzato in due ambiti: la progettazione e la produzione di attrezzature per applicazioni onshore e offshore e quella di attrezzature “monouso” destinate ad acciaierie e tubifici. In questi due segmenti ha tra i clienti di punta, da un lato Saipem ed Eni e dall’altro il Gruppo Marcegaglia e Riva, che si affiancano ad altri nomi noti come Fincantieri, Ilva, Dalmine, Nuovi Cantieri ApuaniaTito Neri e Micoperi.

L'interno dello stabilimento di Alioto, fase di produzione
L’interno dello stabilimento di Alioto, fase di produzione

Nella sede di Castelnuovo (edificio della superficie di 3.500 metri quadri) dispone anche di 10 mila metri quadrati di piazzali per la movimentazione delle merci, attrezzati con macchinari a elevata tecnologia quali un banco prova da 75 tonnellate omologato per collaudi (in attesa di quello da mille), presse fino a 2 mila tonnellate per cavi di acciaio a 80 mm di diametro. Nello stabilimento, ripartito tra la divisione Funi acciaio e sollevamento e quella Antinfortunistica, lavorano oggi 45 persone, suddivise tra le aree progettazione, produzione, vendite e marketing.

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