Coniugare le attività tipiche di un’azienda agricola con l’educazione. È questo in sintesi l’obiettivo delle fattorie didattiche, luoghi dove bambini e famiglie hanno la possibilità di trascorrere una giornata a stretto contatto con i mestieri più tradizionali della campagna e assistere, attraverso opportuni laboratori, a tutto il ciclo produttivo dei prodotti agroalimentari e all’allevamento degli animali.

In Liguria oggi si contano 84 fattorie didattiche, equamente distribuite su tutto il territorio. Un lungo percorso avviato nel 2003 con il “Progetto regionale delle fattorie didattiche: saperi e sapori della Liguria”, promosso dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Liguria in collaborazione con Unioncamere Liguria, le organizzazioni professionali agricole (CiaColdiretti e Confagricoltura) e l’ufficio scolastico regionale.«Il progetto – spiega Giovanni Barbagallo, assessore all’Agricoltura della Regione Liguria – è nato nell’ambito dell’educazione alimentare, tema sempre di più al centro dell’attenzione, divenendo prima di tutto un punto di riferimento per il mondo della scuola e allo stesso tempo un ottimo esempio di didattica attiva, attraverso percorsi tematici ad hoc e laboratori pratici. Inoltre, vuole essere l’occasione per sviluppare nei ragazzi una cultura attenta alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio». Un connubio che permette alle strutture agricole, attraverso la multifunzionalità, di integrare il reddito dell’azienda e migliorare la propria visibilità, mentre per la collettività tutto questo si traduce in una opportunità per venire a contatto con la natura e conoscere meglio il territorio.«Se prima molte aziende agricole si sono trasformate in agriturismi – sottolinea Germano Gadina, presidente di Coldiretti Liguria – ora si registra un ulteriore sviluppo a favore delle fattorie didattiche, che ha consentito a molte strutture di crescere e svilupparsi divenendouno strumento di educazione sociale, ambientale e alimentare grazie a percorsi in grado di mostrare il legame tra l’origine dei prodotti agricoli e la loro finalità: la nostra nutrizione. Come Coldiretti, inoltre, le fattorie didattiche sono inserite all’interno del più ampio programma “Educazione alla campagna amica”, nato per avvicinare il mondo della scuola a quello dell’agricoltura con l’obiettivo di sensibilizzare i più giovani sui valori della sana alimentazione, dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile».
Andrea Sampietro, direttore generale di Confagricoltura Liguria, si sofferma invece sull’aspetto sociale dell’iniziativa: «Al di là della ricaduta economica positiva, molti imprenditori agricoli hanno deciso di intraprendere questo percorso per tramandare i valori della vita in campagna e raccontare ai più giovani la propria storia». E non a caso i numeri evidenziano una costante crescita dal 2003 a oggi, come spiega Barbagallo: «Ogni anno più
di 15 mila persone visitano le fattorie didattiche liguri.
Anche se dal punto di vista numerico il target più consistente è quello degli alunni che frequentano le scuole elementari, non si possono trascurare i bambini più piccoli iscritti all’asilo e i ragazzi più grandi delle scuole medie e superiori. Sono diversi gli istituti tecnici e agrari che hanno deciso di avviare una collaborazione con le fattorie didattiche per permettere agli studenti di osservare sul campo quanto appreso nelle aule scolastiche». Ma come nasce una fattoria didattica? La “Carta degli impegni e della qualità” delle fattorie didattiche della Liguria elenca una serie di requisiti che ogni struttura deve osservare per ottenere l’iscrizione nell’elenco regionale. Tra questi il rispetto di specifiche norme in materia di sicurezza e igiene, dotazioni logistiche idonee e possedere l’attestato di partecipazione a corsi di formazione di circa 100 ore, finanziati attraverso fondi comunitari del Programma di sviluppo rurale (Psr). Proprio quest’ultimo aspetto è, forse, quello che più di ogni altro caratterizza il progetto delle fattorie didattiche. «Crediamo che la professionalità e la preparazione degli operatori – dice Barbagallo – siano elementi fondamentali. Per questo, in collaborazione con le organizzazioni professionali agricole e con l’ufficio scolastico regionale, organizziamo periodicamente dei corsi di formazione e di aggiornamento rivolti sia alle aziende agricole sia agli insegnanti delle scuole». Altrettanto importante è l’attività di feedback, attraverso report (obbligatori per le fattorie didattiche, facoltativi per le scuole) e incontri periodici tra le aziende e le associazioni di categoria.

«Contattiamo le nostre strutture periodicamente – afferma Ivano Moscamora, presidente di Cia Liguria – per avere un riscontro diretto e migliorare il confronto. Inoltre, le nostre aziende hanno un legame molto solido anche tra di loro, sia in modo informale sia formale, ad esempio attraverso l’associazione Turismo Verde, creando di fatto una rete di imprese vera e propria». Un esempio di fattoria didattica è l’agriturismo Argentea, sulle alture di Arenzano, ai confini del parco regionale del monte Beigua. Avviata nel 1989 con l’acquisto dei terreni e dei fabbricati, oggi la struttura ha orti, uliveti e vigneti, e un piccolo allevamento di suini, caprini, bovini e animali di bassa corte. E, da qualche anno, è a tutti gli effetti anche una fattoria didattica, come racconta Giuliana Bellotti, responsabile della struttura: «Dopo un’esperienza ventennale di insegnante nelle scuole medie e superiori, ho deciso nel 2004 di partecipare ai corsi di formazione organizzati dalla Regione per ottenere l’abilitazione e poter aprire una fattoria didattica. Oggi i bambini conoscono sempre meno il proprio territorio. Addirittura, a volte conoscono meglio i leoni e gli elefanti, grazie ai documentari trasmessi in televisione, che non le galline e i conigli. Per questo credo sia importante dare la possibilità di riscoprire la campagna, i gusti, le tradizioni, i mestieri ormai quasi scomparsi e far conoscere l’origine e la lavorazione dei prodotti agroalimentari. In questo senso proponiamo diversi percorsi e laboratori, specificatamente preparati, dove i ragazzi hanno la possibilità di vivere un’esperienza a stretto contatto con la natura. Inoltre, abbiamo aperto anche un piccolo museo con gli antichi attrezzi usati nelle case contadine».
Ha partecipato quest’anno per la prima volta alla manifestazione promossa dalla Regione Liguria (vedi box) l’agriturismo Rio Lovaira di Camporosso, nell’imperiese. Daniele Chiabra ha pensato per le famiglie un percorso nei boschi per conoscere meglio le piante, le erbe e gli alberi. I bambini, invece, hanno potuto conoscere da vicino i pony e cavalcarli. «Inoltre – spiega – in azienda sono presenti anche cavalli, galline, mucche, capre, porcellini d’india e asini. La passione per i cavalli e l’equitazione è ciò che mi ha spinto a diventare fattoria didattica». Chiabra collabora con le scuole della zona e in estate con i centri estivi, per avvicinare i ragazzi a questi animali. «Purtroppo, da queste parti – si rammarica – non ci sono molte fattorie didattiche, non riesco a far rete con altre aziende per confrontarmi e fare gruppo».

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