Se la stagione dei matrimoni si è appena conclusa, le coppie che pronunceranno il loro sì nel 2014 hanno già cominciato a organizzare il grande evento. Le voci da mettere nel preventivo sono moltissime, dal vestito, alle partecipazioni, dai fiori, al fotografo, ma sicuramente la spesa che preoccupa di più gli sposi è quella che riguarda il ricevimento. «Alla luce del momento che stiamo vivendo – racconta Paolo Capurro della Capurro Ricevimenti – la tendenza degli sposi è quella del ridimensionamento delle spese, a partire dal numero degli invitati». Laddove prima si festeggiava insieme a 130-150 fra parenti e amici, adesso ci si limita a invitare 60-80 persone. «Un tempo gli sposi – spiega Capurro – erano meno attenti ai particolari, accettavano il costo del ricevimento così come gli veniva proposto, adesso invece vogliono controllare ogni voce del preventivo e, nel caso, eliminare quello che considerano superfluo».

Matrimoni più semplici e vigile attenzione su ogni tipo di scelta, a cominciare dal giorno delle nozze: sabato rimane la giornata più inflazionata, ideale per festeggiare con gli amici fino a tarda serata, ma basta spostarsi su giorni come domenica, giovedì o venerdì per ottenere sconti sugli affitti delle location che arrivano fino al 30-40% e sul catering del 10-15% in meno. Per quanto riguarda i prezzi dei ricevimenti in Liguria le cifre sono abbastanza omogenee (fra mille e 3 mila euro di affitto), con qualche eccezione per location di lusso come Villa Lagorio a Celle Ligure, Villa dello Zerbino, o Villa Durazzo a Genova, che chiedono affitti fra 4 mila e 8 mila euro.
La cifra per persona che si spende per il catering parte da 60-65 euro, iva al 10% esclusa, fino a superare il tetto dei 100 euro a invitato, da aggiungere alla spesa per l’open bar di fine serata che non sempre è compreso nel prezzo. «Per quanto ci riguarda – spiega Capurro – abbiamo notato che la moda attuale prevede un aperitivo a buffet molto ricco, il cosiddetto aperitivo rinforzato, con antipasto e cena servita al tavolo, anche se il tutto si svolge più velocemente rispetto ai lunghi pranzi di un tempo. Sono scelte dettate però dalle mode del momento e non dal costo del ricevimento».
La soluzione dell’intero ricevimento a buffet fa risparmiare agli sposi il 20% circa, anche se gli operatori del settore confermano che sulla quantità del cibo, oltre che sulla qualità, nessuno ha ancora deciso di lesinare. Ultimo escamotage per riuscire a festeggiare con tutti gli amici, senza dover spendere il prezzo pieno, è rappresentato dall’invito all’aperitivo o, più di moda, dall’invito al taglio della torta che costa intorno ai 7-10 euro a invitato.

Il vestito

Superato l’ostacolo del ricevimento, la spesa che fa tremare le gambe a tutte le spose è certamente il vestito. Se per il futuro marito, si può spendere attorno ai 500 euro, per l’abito bianco è molto difficile scendere sotto i 1200, mentre è molto più facile superare i 2 mila euro. Al vestito da sposa bisogna poi aggiungere il velo (150-300 euro in media) e le scarpe per le quali esistono prezzi e modelli per ogni tasca.
Una delle soluzioni per non arrivare a cifre da capogiro può essere quella dell’outlet, come Diffusione Tessile, in corso Perrone a Genova, dove arrivano le rimanenze di Max Mara: «I modelli che esponiamo – spiega Simona Guarini – non sono più di 4 o 5 a stagione, però costano sui 300-600 euro e sono modelli sempre attuali. La sposa che viene da noi è una sposa semplice, che si accontenta dei modelli che trova e che non vuole investire cifre alte nell’abito».

Partecipazioni, libretti e bomboniere

Passano le mode, prosegue la crisi e anche le regole legate al galateo si trasformano: dimenticare la vecchia distinzione fra la partecipazione e la partecipazione con invito al ricevimento, adesso gli sposi festeggiano con pochi intimi, ma quei pochi vengono invitati tutti. Si taglia così la spesa delle centinaia di partecipazioni spedite solo per comunicare il giorno delle nozze. «La partecipazione al matrimonio – racconta Daniela, impiegata della Nuova Legatoria Artigiana di Genova – è un prodotto sempre più semplice, quasi tutti gli sposi scelgono un cartoncino Fabriano da 60 centesimi, mentre è più raro che scelgano la pregiata carta di Amalfi da 2,5 euro».
Anche sul numero dei libretti per la chiesa (per chi sceglie il matrimonio religioso), e soprattutto sulla qualità della carta scelta, gli sposi degli ultimi anni hanno compiuto scelte al risparmio: alcuni addirittura stampandoli e pinzandoli a casa propria, pur di risparmiare 1 o 2 euro a libretto.
«Anche la vecchia bomboniera da 20 euro al pezzo non si vende più – spiega Daniela – al massimo riusciamo a realizzare dei sacchettini da 5-8 euro, ma è sempre più alto il numero di sposi che decide di destinare i soldi delle bomboniere a progetti di beneficenza».
Musica: coro, organo e dj
Dalla marcia nuziale, alla musica per il ricevimento, ogni momento del matrimonio deve essere accompagnato dalle sue note e così ecco che agli sposi tocca rimetter mano al portafoglio: a esclusione della tassa per la Siae, obbligatoria e tarata a seconda del numero di invitati, le soluzioni per l’animazione musicale delle nozze sono davvero varie e, alcune, alla portata di tutti. «In Liguria – racconta Matteo Guerrieri, direttore del coro Jingle Jam Singers – esistono molti cori che vengono chiamati per cantare durante la cerimonia, magari accompagnati anche da un organista, anche se normalmente gli sposi si rivolgono agli amici, o ai cori parrocchiali». Le tariffe variano fra 300 e 600 euro per un buon coro, ma possono anche sfiorare i mille euro per i cori di professionisti. Discorso simile per gli organisti che, se non per servizio gratuito alla parrocchia, chiedono fra i 150 e i 300 euro.
Al ricevimento, invece, è passata la moda della musica dal vivo e ha preso piede la tendenza del dj, sia per l’aperitivo e la cena, sia per il ballo serale. «Anche se i matrimoni sono in calo – spiega Dario Panzani, dj per matrimoni – il mio lavoro è aumentato moltissimo negli ultimi anni, anche perché in Liguria i dj affermati sono 7 o 8. Le tariffe a chiamata si aggirano intorno a 500-800 euro e il lavoro che si fa con gli sposi prevede due o tre incontri per conoscere i loro gusti musicali e capire come vogliono impostare la serata».
Per chi, invece, si accontenta di un dj non professionista, ma comunque in grado di lavorare in autonomia, procurandosi l’attrezzatura audio, i prezzi partono da circa 150 euro.

Fiori, estetista e acconciature

Bouquet, composizioni per la chiesa, abbellimento della macchina, centritavola… ma quanto costano i fiori d’arancio agli sposi, o alle loro famiglie? C’è chi arriva a spendere un migliaio di euro, e chi, invece, approfitta delle formule che, per esempio in occasione della fiera Oggi Sposi a Genova, offrono fioristi come Silvia Fiori: «Noi proponiamo da anni lo stesso pacchetto a 450 euro per bouquet, 7 composizioni, panche e macchina. Per la stessa quantità di fiori, altri operatori chiedono anche il doppio. L’offerta continua a reggere, anche su un mercato che negli ultimi anni a risentito molto della crisi».
Se sui fiori si taglia e si cerca di ridurre al minimo, approfittando magari di fornitori che già collaborano con le parrocchie, non si riesce ancora a trovare la soluzione “fai da te” per l’acconciatura della sposa.
Lo sposo preferisce sbrigarsela con il proprio barbiere di fiducia, ma per quanto riguarda la futura signora, la tendenza conferma l’affidamento a mani esperte, anche se costose.
Per un servizio piega e acconciatura, anche con la prova inclusa, è difficile scendere sotto i 200 euro, più facilmente ne vengono chiesti 300 e, in saloni di bellezza affermati si arriva a cifre che superano i 500 euro.
Poi al “parrucco”, va aggiunto anche il trucco che, laddove non ci si organizzi con un’amica o una cugina che ha seguito qualche tutorial su Youtube, si aggira intorno a 80-100 euro, prova compresa.

Macchina d’epoca

Il settore commerciale legato al matrimonio che ha sofferto maggiormente l’arrivo della crisi sembra essere quello delle automobili d’epoca, sostituite da macchine di amici o parenti agghindate “ad hoc” con addobbi floreali. Della riduzione dei prezzi lamenta molto la Noleggio Jolly, azienda del cuneese, con sedi anche a Imperia, Savona e Genova: «Negli ultimi anni abbiamo lavorato il doppio, per fatturare meno della metà perché siamo stati costretti a ridurre sensibilmente i prezzi. Se prima una macchina potevamo affittarla per 600 euro, adesso dobbiamo scendere a 300, così come le auto che prima valevano 300 euro, adesso ne valgono 150. Certo, poi c’è sempre lo sposo ricco che spende un migliaio d’euro per guidare una Ferrari, ma in generale la spesa per la macchina d’epoca è scesa moltissimo».

Fotografo e video

Anche per avere un ricordo delle nozze le somme da tirare fuori sono piuttosto consistenti: solo il servizio fotografico, dalla preparazione della sposa, alla cerimonia, fino al termine del ricevimento, costa in media attorno a mille euro. Raramente si riesce a scendere a 600 euro, mentre molto più facilmente si sale a 3.500, fotolibro compreso. Sempre sullo stesso ordine di spesa per quanto riguarda il filmino che, se non compreso nel pacchetto del servizio fotografico, può costare sui 600-800 euro.Per risparmiare qualche soldino, si può sempre chiedere l’invio delle foto digitali e poi provvedere da soli a comporre il fotolibro con uno dei moltissimi programmi disponibili sul web. In questo caso, oltre al vantaggio di poter scegliere le foto, si può spendere una cifra inferiore a 200 euro.

Viaggio

Da quando il momento del matrimonio non coincide più con quello dell’uscita dalla casa dei genitori, la lista nozze si è trasformata dal classico “servizio in porcellana per 12 persone”, al più romantico viaggio di nozze, anche se spesso e volentieri gli invitati non amano regalare le “quote” del viaggio, ma preferirebbero un oggetto utile per la casa.
Per ovviare a questo problema c’è chi si è inventato un’idea originale: l’agenzia di viaggi Sastesitour di Genova confeziona cofanetti personalizzati per gli sposi che custodiscono all’interno cartoline in cartoncino pregiato per ogni tappa del viaggio o con frasi e aforismi sul matrimonio: «Chi desidera fare un regalo alla coppia, può scrivere una dedica sul cartoncino e regalare una singola tappa del viaggio e questo meccanismo funziona anche con la lista on-line, perché noi riportiamo a mano le dediche inviate via mail». In questo modo agli sposi rimarrà anche in ricordo, oltre alle dediche, anche un cofanetto che racchiude le tappe della loro luna di miele.
Per quanto riguarda il viaggio, in media gli sposi spendono attorno ai 6-9 mila euro per un viaggio di tre settimane; le coppie che devono mettere su casa, invece, si limitano nel budget e nel tempo: «Con una quota di 2 mila euro – racconta l’operatrice di Sastesitour – si riesce a organizzare una vacanza di una settimana a Capo Verde, che non è dall’altra parte del mondo, ma è comunque una meta esotica».

Opzioni e obblighi

Alla lista della spesa non manca quasi nulla, se non un eventuale esborso per pagare un wedding planner che prenda tutte queste scelte al posto dei futuri sposi, e un gioiello che renda il matrimonio “ufficiale” anche agli occhi della società. Qui le cifre dipendono dal prezzo dell’oro (attualmente 31 euro al grammo) e dai prezzi del gioielliere. Indicativamente una vera classica non costa meno di 400 euro, se poi si aggiungono lavorazioni particolari, o brillanti, allora libero sfogo ai portafogli di future mogli e mariti.

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