Dalla ricerca al Cern di Ginevra, a centro di eccellenza del Gruppo Sempla. Nacon, azienda high tech genovese, negli ultimi anni ha ampliato il proprio raggio d’azione e di sviluppo, anche grazie all’incontro con una delle imprese italiane più importanti nel campo dei servizi business e di It consulting. «Dal 1999 a oggi ne abbiamo fatta di strada – racconta Maurizio Ferraris, cofondatore di Nacon e attuale senior manager di Sempla – abbiamo cominciato come spin off nel mondo del biomedicale, in particolare nell’ambito del riconoscimento di immagini, ma per diverse ragioni abbiamo visto che non era un business vincente. Così ci siamo lanciati nel mondo delle banche e delle assicurazioni e abbiamo avuto un riscontro maggiore».

Al termine degli anni Novanta la vera sfida per i ricercatori, come ama definirsi Ferraris, era quella di dimostrare al mercato imprenditoriale che la tecnologia poteva avere un forte impatto nel mondo industriale. «Oggi sembra un fatto scontato – ammette Ferraris – ma all’epoca era un mondo ancora tutto da scoprire. Noi abbiamo cercato di verticalizzare il sistema delle informazioni non strutturate per trasformarle in dati fruibili per le aziende». Nel 2010 arriva l’incontro con Sempla, azienda specializzata information tecnology, prima grazie a un progetto comune con il cliente Carige, e in seguito con Ubi Banca. «Con Sempla – racconta Ferraris – ci siamo trovati in un momento propizio: il nostro settore, ovvero il mercato dell’enterprise content management, cominciava a spostarsi nelle grandi aziende, a discapito dei pesci piccoli che rischiavano di non sopravvivere più. Grazie all’acquisizione da parte di Sempla, cominciata nel maggio del 2011, siamo riusciti a valorizzare il nostro lavoro all’interno di un contesto più ampio e più favorevole». Niente pubblica amministrazione e piccole medie imprese. La ricetta per mantenere in salute un’azienda, se possibile, sembrerebbe quella di coltivare una cerchia di clienti limitata esclusivamente a grandi imprese e banche. Benché le cose comincino a cambiare anche con questo tipo di clienti: «Nell’ultimo anno – spiega Ferraris – il mercato bancario ha registrato, per i noti problemi congiunturali, una flessione in termini di volumi».
Una flessione che ha portato alcuni ritardi nei pagamenti, rallentando così i tempi di trattativa, un tempo molto più competitivi. «Nonostante la situazione, il nostro Gruppo è cresciuto ancora continuando a investire in Ricerca e sviluppo e acquisendo due nuove società». Un giro d’affari che, crisi economica permettendo, consente all’azienda di rimanere al passo con la concorrenza. Il fatturato medio di Sempla si attesta attorno ai 45 milioni di euro l’anno, per un totale di 600 dipendenti, di cui una ventina vengono dal mondo Nacon. «Quando abbiamo concretizzato la fusione – rivela Ferraris – nell’ambito della razionalizzazione complessiva dell’organico del Gruppo, la giovane squadra di partenza è rimasta pressoché inalterata, formata interamente da dipendenti attorno ai 35-40 anni di età, ossia gli stessi ragazzi che nel 1999 abbiamo assunto dall’università e che sono cresciuti con noi». Nacon è presente anche a Roma e Milano con due sedi nate per essere fisicamente più vicini ai maggiori clienti. «I progetti che seguo – racconta Ferraris – sono centralizzati per la maggior parte sulla sede di Genova, in perfetta collaborazione con i team dei colleghi delle altri sedi del Gruppo Sempla. Abbiamo un’ottima università, sia per quanto riguarda Ingegneria, sia per Fisica. Dobbiamo valorizzare i nostri studenti e creare sinergia fra l’università e l’impresa, però non solo a parole, o pescando qualche ragazzo ogni tanto, solo quando serve un’unità in più, chiamando l’amico professore di turno. Serve un cambio di mentalità a livello aziendale e universitario, perché attualmente si procede solo per conoscenze e non attraverso una collaborazione strutturata. Non c’è sinergia, né coordinamento e questo danneggia tanto i ragazzi, quanto le nostre aziende».

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