Riparte dai rifiuti e dall’emergenza plastica la campagna di Legambiente Liguria, Ecoforum tour, che premia comunità locali, amministratori e cittadini che hanno ottenuto i risultati migliori nella gestione dei rifiuti urbani.

Il progetto ha l’obbiettivo di migliorare ed educare sul miglior smaltimento di rifiuti e sull’economia circolare. L’Ecoforum tour durerà due mesi e prevede una serie di otto puntate realizzate da Ugo Roffi diffuse sui social dell’associazione ambientalista.

Le prime due puntate riguarderanno le azioni messe in campo dalla grande distribuzione per ridurre plastica e imballaggi con Coop Liguria e il Comune della Spezia, che tra i quattro capoluoghi è quello con la miglior performance di raccolta differenziata nel 2018. Nella terza puntata la troupe di Ecoforum Tour visiterà la cartiera Bosco Marengo per seguire il processo che compie la carta che ricicliamo, per scoprire come da rifiuto si trasforma in cartone.

«L’obiettivo è aumentare la qualità della raccolta differenziata – spiega Federico Borromeo, direttore di Legambiente Liguria – facendo conoscere quanto di buono e virtuoso si sta già facendo nella nostra regione, a partire dai comuni che hanno raggiunto e superato il 65% di raccolta differenziata. Dobbiamo continuare a mantenere alta l’attenzione sulle problematiche ambientali, dagli effetti climatici alla questione dei rifiuti».

La Liguria ha ancora molto lavoro da fare per raggiungere il 65% di raccolta differenziata entro il 2020. Un obiettivo che il presidente di Legambiente Liguria Santo Grammatico vede ancora difficilmente raggiungibile. I dati riferiti al 2018 evidenziano un rallentamento di crescita in alcuni comuni che non superano il 35% del riciclo annuo. Particolarmente basso il dato nella provincia di Imperia:  solo 31 su 67 comuni hanno raggiunto il 65%.

Il rallentamento è dovuto, secondo Grammatico, alla carenza di impianti presenti sul territorio. Genova che arriva a poco più al 33% di differenziata «Ancora troppi rifiuti non sono inseriti in filiere di riciclo, riutilizzo e trasformazione e viaggiano per centinaia di chilometri in destinazioni fuori regione. La carenza di impianti per il loro trattamento è evidente».

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