Arpal è capofila del progetto europeo “Gias – Gis e Intelligenza Artificiale per la previsione, il rilevamento e la sorveglianza in tempo reale del mare al servizio della Sicurezza della navigazione transfrontaliera

Il progetto (Interreg – Marittimo 2014-2020) è condotto da un gruppo di partner, tra cui appunto l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure, che comprende Fondazione Cima (Centro internazionale in monitoraggio ambientale), Consorzio Lamma (Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile) e Université de Toulon (UNTLN).

Cresce così il rapporto fra Genova e l’intelligenza artificiale: l’obiettivo principale del progetto è l’aumento della sicurezza della navigazione in area transfrontaliera e la minimizzazione del rischio di collisione fra navi: episodi come quello dello scorso ottobre (quando due cargo si scontrarono al largo della Corsica, con uno sversamento che solo le correnti dirottarono sulle coste francesi) non devono più ripetersi, soprattutto in un’area dall’elevato pregio naturalistico quale Pelagos, il santuario internazionale dei mammiferi marini.

Proprio la presenza di questi grandi mammiferi è un altro degli aspetti del progetto, che punta a creare una rete di sorveglianza in tempo reale, con segnalazioni e allarmi gestiti dall’intelligenza artificiale per monitorare la presenza di grandi cetacei in prossimità di rotte con elevato traffico marittimo.

Per far ciò, si lavorerà sul miglioramento dei modelli previsionali meteo-marini (in particolare per i fenomeni più intensi (severi) a bassa predicibilità) e sui modelli di dispersione di sostanze inquinanti e di oggetti o carcasse di grandi dimensioni (balene) alla deriva.

Si approfondirà anche il tema della gestione dell’emergenza in caso di incidente marittimo e quello della consapevolezza, da parte dei fruitori del mare, rispetto al rischio collisione e ad altri rischi legati alla navigazione in mare aperto.

Le mappe dinamiche prodotte in Gias andranno ad alimentare la piattaforma realizzata nell’ambito di SICOMARplus (uno degli altri 24 progetti europei che stanno vedendo la partecipazione di Arpal) e saranno rese disponibili alla Capitaneria di Porto.

Inoltre, per aumentare l’accessibilità ai prodotti innovativi realizzati nell’ambito del progetto, verranno realizzati appositi strumenti di comunicazione installati presso alcuni circoli nautici e fruibili attraverso un’applicazione bilingue.

I partner

www.arpal.gov.it
www.cimafoundation.org
www.lamma.rete.toscana.it
www.univ-tln.fr

A proposito del progetto Gias

L’area marittima di cooperazione è una zona di particolare pregio sottoposta a molte pressioni antropiche, con attività economiche potenzialmente conflittuali fra di loro. Vi si concentra un intenso traffico navale (merci, passeggeri per i collegamenti con le isole, pescherecci e navi da diporto); le sue coste, densamente popolate, basano gran parte della loro economia sul turismo e quindi sulla qualità dell’ambiente marino costiero (che risulta potenzialmente molto danneggiata dal episodi di inquinamento massiccio, si ricordi il caso della M/C Haven); infine, ospita un ecosistema unico per la conservazione di numerose specie di mammiferi marini, il Santuario dei Cetacei Pelagos, tutelato come Aspim (Area Specialmente Protetta di Importanza Mediterranea) e numerose aree marine protette costiere.

Il progetto Gias, attraverso la cooperazione fra enti preposti alla tutela dell’ambiente e al monitoraggio ambientale e centri di ricerca, ha come obiettivo sviluppare soluzioni al servizio della sicurezza della navigazione nell’area di cooperazione e di supporto della necessità di coniugare sviluppo economico (permettendo una navigazione sicura) e tutela dell’ambiente.

Il progetto affronterà la sfida della previsione di fenomeni insidiosi per la navigazione e attualmente di minore predicibilità (come nebbie, raffiche di vento, onde anomale e correnti di forte intensità) e quella del perfezionamento della modellistica legata alla previsione della dispersione di inquinanti a seguito di incidenti, fondamentale per la fase di gestione dell’emergenza. Verranno inoltre sviluppati dei sistemi di rilevazione e monitoraggio in tempo reale della presenza sia dei cetacei vivi che possono costituire un rischio per la navigazione in caso di collisione sia delle carcasse di cetacei morti, anch’esse pericolose per le imbarcazioni, con lo sviluppo di un protocollo per la gestione di tali ostacoli derivanti in mare al fine di diminuire il loro potenziale impatto in caso di spiaggiamento.

All’interno del progetto sono previste diverse componenti, fra cui la comunicazione, che vedrà sviluppare 20 attività educative con diportisti (incontri nei circoli nautici per aumentare la conoscenza dei rischi e raccogliere indicazioni per migliorare/aumentare la fruibilità dei prodotti Gias), tre comunicazioni scientifiche (eventi, pubblicazioni, blog), quattro seminari tecnico-scientifici (a Genova, Savona, Livorno e a Tolone).

Foto in apertura: un modello di simulazione del mar Ligure

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