Prosegue il progetto per il ripristino delle praterie e reintroduzione di specie di orchidee spontanee in aree selezionate, cofinanziato dal Programma Life dell’Unione Europea. Nel primo semestre di quest’anno l’Università di Genova ha dato il suo contributo portando avanti il monitoraggio degli habitat nelle aree di studio e collaborando alle azioni di programmazione del loro ripristino.

Nello stesso periodo, l’Ateneo genovese si è occupato di effettuare il campionamento dei pollinodi delle diverse specie oggetto dello studio, ha testato in laboratorio vitalità e germinabilità pollinica e ha condotto le impollinazioni manuali incrociando popolazioni anche geograficamente distanti (vedi foto di apertura). Questo processo mira a garantire variabilità genetica nei semi prodotti dalle piante incrociate, riducendo anche la probabilità di ibridazione.

Le capsule

Come risultato di queste operazioni, alcune delle capsule ricche di semi, ottenute da ogni specie sono state campionate e inviate al Crea-Of di Sanremo, che si occuperà della semina e della propagazione in vitro di queste rare specie, alcune persino a rischio di estinzione.

Nei prossimi anni le piante ottenute con queste tecniche di biotecnologie vegetali saranno reintrodotte nelle aree appositamente selezionate sia all’interno del Parco di Portofino, che del Parco del Po vercellese-alessandrino.

Nel frattempo, il progetto è stato presentato al 7th International Orchid Conservation Congress, di Londra (28/5-01/6/2019) nel corso dell’intervento dedicato alla conservazione di Orchis patens Desf. tenuto dal dottorando di Unito, Jacopo Calevo.

 

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