Sono dati confortanti quelli che emergono dal rapporto “La nautica in cifre” presentato da Ucina durante la prima giornata del Salone Nautico: dal 2013 al 2018 il settore ha avuto un aumento di fatturato del 75% dal 2013, negli ultimi 4 anni una crescita a doppia cifra: +17,1% nel 2015, +18,6% nel 2016, +12,8% nel 2017, e +10,3% nel 2018.

A livello di produzione nazionale per l’Italia, la cantieristica, con motori e accessori, vale 0,88 miliardi di euro (+11,3% rispetto al 2017). L’indicatore del mercato italiano evidenzia un valore di 1,48 miliardi (+10,7%). Significative le cifre degli addetti: 22.310 (+13,8%). Il contributo al pil nazionale è tornato sopra il 2 per mille (+10,6%). In totale la filiera nautica conta 183 mila addetti.

Marco Fortis della Fondazione Edison evidenzia che nel 2018 l’export del settore imbarcazioni da diporto e sportive incide per il 13,5% sul sistema totale dei mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli. Il settore vale un quarto del saldo di questo settore.

Le imbarcazioni da diporto e sportive sono al nono posto nella classifica dei prodotti il cui export è cresciuto di più negli ultimi 20 anni: +240,2%: da 541,5 milioni a 1.842,5 milioni. Nel 2018 (categoria motori entrobordo) sono al ventesimo posto della classifica dei prodotti italiani esportati all’estero che generano i più elevati saldi commerciali.

A livello di “peso” provinciale, Genova (con 39) e La Spezia (con 35) sono tra le province italiane che nel 2018 racchiudevano da 20 a 40 imprese nel settore della cantieristica da diporto, mentre Savona e Imperia si fermano nella categoria tra 1 e 10. Guardando il fatturato, La Spezia vale 330,7 milioni, Genova 116,3 milioni. La Spezia è quinta per numero di addetti (752). Per quanto riguarda il valore dell’export Genova arriva a 254 milioni, Savona a 212 milioni. Anche la Spezia è inserita nella categoria da 100 a 500 milioni, anche se il dato non è evidenziato.

Il peso dei sottosettori dell’industria nel 2018, per quanto riguarda il fatturato, vede una preponderanza delle nuove unità da diporto (58,8%), seguita dal refit, riparazione e rimessaggio (27,1%), dai motori (8,4%) e dagli accessori (+5,7%). Il peso del fatturato globale è composto per il 62,9% dal prodotto nazionale per l’esportazione, per il 20,5% dal prodotto nazionale per il mercato italiano e per il 16,6% dalle importazioni.

Nella classifica mondiale dei Paesi per ordini di superyacht nel 2019, l’Italia è prima per distacco con 13.842, una lunghezza media di 37 metri; gli yacht in costruzione sono 379.

Nella classifica dei Paesi esportatori mondiali nel settore cantieristica nautica, l’Italia nel 2018 è al secondo posto dopo i Paesi Bassi: 13,2% di quota di export mondiale dell’intero settore, per un valore di 2.175,2 milioni di dollari. Se si guardano solo le imbarcazioni e yacht da diporto con motore entrobordo, la quota italiana sale 17,5%.

I relatori

I principali Paesi di destinazione delle imbarcazioni da diporto e sportive vedono un exploit degli Stati Uniti: «Nel 2017 – dice Stefano Pagani Isnardi dell’ufficio studi di Ucina – il valore era di 298,6 milioni, nel 2018 è arrivato a 410,7 milioni di euro». Al secondo posto le Isole Cayman (176,6 milioni nel 2017, 210,9 milioni nel 2018); terza è Malta (247 milioni nel 2017, 204,4 nel 2018); quarto posto per le Isole Vergini Britanniche (127,7 milioni nel 2017, 175,1 milioni nel 2018); segue la Francia (130,8 milioni nel 2017, 175,1 nel 2018).

Per le imbarcazioni pneumatiche, un settore in forte ascesa, primo mercato è la Francia (60,9%), seguito da Spagna (12,7%), Croazia (3,4%), Paesi Bassi (3%), Australia (2,3%). L’Italia ha una quota di export mondiale al 12,3% (valore 58,2 milioni di dollari), seconda solo alla Cina (33,6%).

«Gli effetti delle politiche protezionistiche globali si fanno sentire – aggiunge Marco Fortis – le buone performance del 2019 sono soprattutto legate ai mercati tradizionali, solo la Cina cresce, mentre i mercati emergenti soffrono».

Giorgio De Rita, segretario generale del Censis, commenta però un inevitabile dato legato alla demografia, un aspetto che il settore non deve sottovalutare: una ricerca in Germania aveva evidenziato che l’età media degli armatori è cresciuta da 54 anni a 60. Sono gli stessi armatori che invecchiano. «Anche l’Italia – avverte – deve fare i conti con il fatto che l’età media dell’intera popolazione aumenta di un anno ogni quattro e che il 2018 è stato l’anno in cui il saldo tra nati e morti è stato il peggiore degli ultimi 150 anni se si esclude il 1917, anno in cui la Prima guerra mondiale ha fatto strage di una generazione».

Patenti nautiche, posti barca e immatricolazioni, Liguria prima in Italia

Qualche allarme arriva anche dalle patenti nautiche che nel 2017 sono arrivate a 56.861 tra rilasci e rinnovi, mentre nel 2008 e nel 2011 avevano superato le 67 mila unità. In calo le patenti nautiche rilasciate la prima volta: dalle 34.299 del 2008, si è arrivati progressivamente alle 15.758 del 2017. In questo ambito la Liguria è prima in Italia: 2.661 le patenti rilasciate per la prima volta, 7.311 quelle rinnovate e sostituite, quasi 10 mila in totale, contro i 4.525 della Toscana, seconda.

«C’è bisogno di domanda interna – commenta De Rita – sono tanti i giovani proprietari di piccole barche, occorre anche tenere conto che negli ultimi 10 anni è raddoppiato il numero di under 35 ricchi». Sul tema della patente nautica tutti d’accordo: serve uno sforzo di informazione, di maggiore cultura nella scuola, non solo negli istituti nautici. Oggi c’è ancora la percezione che sia un’opportunità di nicchia. In ogni caso, «se è vero che il nostro Paese sta invecchiando, le condizioni generali in giro per il mondo stanno migliorando. Dove ci sono tassi di crescita demografici molto alti, cresce anche la componente dei super ricchi», evidenzia De Rita.

La Liguria ha anche il primato dei posti barca: 23.254 (2017, la Sardegna è seconda con 20.037), di cui 7.511 nei marina (ossia porti interamente dedicati al diporto), 11.895 in porto, 1.182 in un porto industriale/commerciale, 2.000 in porto canale, 429 in darsena, 237 i punti di ormeggio. 71 le infrastrutture portuali nella nostra regione: 13 marina, 35 porti, 4 porti industriali/commerciali, 1 porto canale, 6 darsene, 8 banchine/pontili, una spiaggia attrezzata, 3 approdi/rade.

Liguria ai vertici anche del parco nautico, con 4.772 barche a vela iscritte agli uffici marittimi e motorizzazione civile, 13.479 barche a motore e 57 navi (ossia oltre i 24 metri). Un totale di 18.308 unità, primato italiano. Primo posto anche nelle unità da diporto immatricolate nel 2017: 228. A livello nazionale sono aumentate di mille unità (dato appena uscito nel 2018), ma le cancellazioni sono sempre superiori alle nuove immatricolazioni.

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