Sei seminari, duecento incontri individuali e la collaborazione di oltre cento persone hanno contribuito alla scrittura del manifesto di Genova che osa che sarà presentato questa sera, dalle 17,45 alle 20,15, nella sala Nautilus dell’Acquario di Genova.

Obiettivo del manifesto è costruire una nuova cultura politica per la sinistra, a Genova e a partire da Genova: «Genova è a un bivio − racconta Stefano Gaggero di Genova che osa − Noi vogliamo impegnarci per una Genova per tutti: una città di uguali opportunità, che porti avanti chiunque si trovi indietro. Dall’altra parte, c’è la conservazione della città che vediamo decadere da tempo: immobile, arroccata nella difesa delle rendite di posizione di una piccolissima minoranza di privilegiati. Col manifesto ci rivolgiamo ai giovani, alle forze che restano in città innovative e progressiste, a chi ha perso fiducia nella politica.»

Il manifesto vuole fornire una lettura di sistema delle grandi trasformazioni in corso, che sono globali ma riguardano anche Genova, che è un luogo di frontiera: si trova ai margini più remoti delle trasformazioni globali e della crisi ambientale, ma allo stesso tempo ne è travolta con violenza.

Il manifesto quindi riporta tre linee d’azioni: il governo democratico degli spazi in città, la costruzione di un nuovo welfare cittadino e l’azione di un sistema di sviluppo urbano equo e sostenibile.

«Occorre cambiare il senso comune e porre fine alle rendite di posizione che soffocano la città − afferma Marianna Pederzolli − e questi tre obiettivi fondamentali devono orientare la nostra azione, ispirandoci a città come Liverpool e Lipsia che sono state capaci di intervenire e di orientare i cambiamenti in corso. Per realizzare i nostri propositi il manifesto indica i titoli di 40 misure che si potrebbero realizzare e che svilupperemo come proposte specifiche nei prossimi mesi».

«Il manifesto − spiega Lorenzo Azzolini − orienterà la nostra azione politica: il pensiero, le proposte, l’organizzazione, i progetti, le attività. La nostra ambizione è che il manifesto diventi la base condivisa per l’impegno della sinistra organizzata in città. Perciò, la presentazione sarà un momento aperto e l’avvio di un percorso condiviso per studiare la realtà cittadina, costruire in concreto le nostre proposte, organizzare le iniziative e una rete di relazioni diffusa».

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