La ripresa dei colloqui tra Usa e Cina e la nascita del governo Conte II, considerato in sintonia con le istituzioni europee a differenza del Conte I, hanno sostenuto le Borse del Vecchio Continente, che hanno chiuso quasi tutte in rialzo. Parigi segna +1,11%, Francoforte +0,85%, Londra -0,55% in scia all’apprezzamento della sterlina (salita a 1,234 sul dollaro mentre l’euro/sterlina e’ a 0,895), con il Parlamento che ha approvato il rinvio della Brexit fino al 31 gennaio 2020 nel caso in cui entro il 19 ottobre il governo non riesca a trovare un accordo con l’Ue.

Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 23.845,71 punti (+0,97%) e Ftse Mib a 21.955,07 punti (+1,00%). Poco mosso lo spread Btp/Bund dopo le contrazioni dei giorni scorsi, oggi si è attestato sui 153 punti base (variazione +2,29%, rendimento Btp 10 anni+0,94%, rendimento Bund 10 anni -0,59%) dai 149 pb di ieri sera.

A Piazza Affari tra i comparti che si sono messi in luce in luce spiccano il tecnologico (+5,19%, con Stm +6,19%), e il bancario (+2,20%, con Unicredit +3,48% e Ubi +3,06%)).

Sul fronte valutario l’euro passa di mano 1,1046 dollari (1,101 all’avvio, 1,1026 ieri) e vale 118,171 yen (117,34 yen in avvio e 117,1 ieri), mentre il dollaro-yen è pari a 106,985.

Petrolio in rialzo dopo i dati sulle scorte americane (+2,17% i future del Wti a novembre, +2,27% i pari scadenza del Brent). L’oro scende a 1.517,8 dollari l’oncia, perdendo il 2,23%.

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