Entro 60 giorni da oggi, 9 settembre, l’aeroporto di Genova avrà il progetto definitivo per l’ampliamento del terminal. A realizzarlo lo studio di architettura milanese One Works, che già si era occupato della prima richiesta di adeguamento risalente al 2011 e mai andata in porto. A fine anno al via i lavori propedeutici, come lo spostamento dei sottoservizi (1 milione di euro la spesa), per poi entrare nel vivo delle opere, che si completeranno entro 36 mesi.

Il contratto di affidamento è stato firmato per un importo di 288 mila euro. La spesa complessiva di realizzazione ammonta a 16 milioni.

Verrà realizzato un nuovo fabbricato di circa 5.500 mq, su tre livelli, oltre al restyling di quello esistente (soprattutto nell’area accettazione e imbarchi). Previsto un nuovo impianto di smistamento bagagli, raddoppiati i varchi dei controlli di sicurezza e l’apertura di nuove zone commerciali e di ristorazione. Tutti i passeggeri in partenza potranno muoversi facilmente dall’edificio esistente a quello nuovo, passando attraverso la nuova area di controlli.

Più luce naturale grazie alle vetrate, efficienza energetica e materiali riciclati, questa la filosofia spiegata da Giulio De Carli, co-fondatore e manager di One Works.

«Siamo in un momento cruciale – commenta il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure occidentale Paolo Emilio Signorini – l’Aeroporto continua a crescere e occorre intervenire per accogliere volumi di traffico superiori, poi attuare una strategia commerciale competitiva».

Sull’ipotesi privatizzazione Signorini smentisce trattative in corso d’opera, ma afferma che è necessario, nel giro di qualche anno, «avere un socio forte, magari di tipo industriale, o far parte di una rete di aeroporti, come accade ai primi 20 scali italiani».

Signorini aggiunge: «Bisogna chiederlo al governatore Toti e al sindaco Bucci che mi sembrano due persone non condizionate dal punto di vista ideologico. Entrambi vogliono solo il bene dell’Aeroporto: non credo abbiano in mente oggi un operatore o un soggetto in particolare. Quando avremo le condizioni sul tavolo sceglieremo il migliore». Il presidente dell’Adsp del Mar Ligure Occidentale ribadisce che non ci sono solo i Benetton (il nome di Atlantia era trapelato nei giorni scorsi), abbiamo F2i, operatori commerciali, grandi soci se pensiamo a British Airways e soci asiatici di grande livello che sono presenti in Italia, come Singapore, che hanno fatto tentativi di entrata nel mercato italiano. Non sarei assolutamente focalizzato su un operatore». Lo scalo deve evolvere anche perché il bacino attuale è considerato insufficiente per garantire la reddittività a 10 anni.

Il presidente dell’Aeroporto Paolo Odone intanto si gode i successi recenti, con un agosto ancora da record per lo scalo genovese: «Speriamo di mantenere quel +8% finale sui passeggeri come da piano industriale, presto annunceremo un altro player».

Il Colombo l’anno scorso è stato il primo per crescita in Italia con un +16.5% di passeggeri. La crescita è però concentrata nei mesi estivi.

Roberto Vergari, direttore della centrale di vigilanza tecnica dell’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, aggiunge: «La connessione tra porto, aeroporto e ferrovia deve convivere senza trovare conflitti. Occorre ricordare che ogni milione in più di passeggeri provoca 1200 posti di lavoro diretti e una ricaduta sul territorio di 800 milioni di euro».

La rapidità di realizzazione è fondamentale, evidenzia Piero Righi, direttore generale dell’Aeroporto: «Altrimenti si rischia di vedere cambiare le necessità».

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