Anche i pazienti liguri affetti da specifiche patologie emato-oncologiche potranno essere trattati con terapia Car-T (chimeric antigen receptor – T cell): dopo l’approvazione di Aifa, questa terapia innovativa potrà essere somministrata anche in Liguria, grazie alla collaborazione e all’expertise che solo i Centri di eccellenza possono garantire.

Nella nostra regione quelli individuati sono i due istituti di ricerca: l’Irccs-Gaslini, per quanto riguarda i pazienti pediatrici e il Policlinico San Martino, per quelli in età adulta.

Si tratta di terapie innovative altamente efficaci e ad alto costo, che rappresentano una svolta nel trattamento delle patologie emato-oncologiche: si stima che, su base annua, saranno trattati in Liguria da uno a tre pazienti pediatrici e una decina pazienti adulti, proiezioni che dipendono sia dalla epidemiologia della patologia sia dalla complessità organizzativa che il trattamento richiede.

Oggi le terapie Car-T approvate riguardano due tipi di tumore: la leucemia linfoblastica acuta a cellule B nei pazienti pediatrici e fino ai 25 anni di età e il linfoma diffuso a grandi cellule B negli adulti: «Abbiamo lavorato affinché la Liguria fosse pronta per garantire l’accesso tempestivo a queste terapie che possono dare una speranza di guarigione a bambini e adulti risultati eleggibili per questo tipo trattamento – afferma l’assessore alla Sanità Sonia Viale – Il processo di certificazione dei centri liguri è frutto di un importante lavoro di squadra che permetterà, anche in Liguria, di trattare pazienti affetti da gravi patologie con una terapia innovativa e personalizzata. Ora siano velocizzate le ultime procedure burocratiche in modo da poter utilizzare al più presto questi farmaci innovativi».

L’innovazione delle Car-T è rappresentata dal fatto che sono proprio gli anticorpi del paziente a essere reingegnerizzati, con tecniche complesse, per riconoscere e combattere la malattia. I farmaci Car-T hanno dimostrato alte percentuali di risposta anche nei pazienti che hanno già ricevuto diverse linee di trattamento.

I criteri minimi (oltre alle prescritte autorizzazioni di legge) che le strutture devono possedere per essere autorizzate alla somministrazione delle Car-T richiedono la certificazione del Centro Nazionale Trapianti in accordo con le Direttive EU; l’accreditamento Jacie per trapianto allogenico comprendente unità clinica, unità di raccolta e unità di processazione; la disponibilità di un’unità di terapia intensiva e rianimazione; la presenza di un team multidisciplinare adeguato alla gestione clinica del paziente e delle possibili complicanze.

Alisa, rilevato che le ditte produttrici possono fornire i prodotti ai soli Centri individuati dalle regioni, purché abbiano completato lo specifico percorso di qualifica, ha invitato i due Istituti di ricerca autorizzati a procedere con massima sollecitudine per completare il percorso necessario.

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