Promuovere un’attività di collaborazione, confronto e coordinamento tra la Procura per i minorenni, Regione Liguria e Alisa in relazione alla vigilanza sulle strutture che ospitano minori sul territorio regionale.

È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato oggi dalla vicepresidente e assessore alla Sanità e Politiche sociali di Regione Liguria Sonia Viale, del commissario straordinario di Alisa – Azienda ligure sanitaria Walter Locatelli, dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Genova Tiziana Paolillo, alla presenza del presidente vicario del Tribunale per i Minorenni di Genova Cinzia Minotti e del direttore generale di Anci Liguria Pierluigi Vinai.

«Con questo protocollo − spiega Viale − vogliamo mettere in rete l’attività che già oggi svolgiamo, con l’obiettivo comune della tutela e del benessere dei minori ospitati in queste strutture, ponendo l’attenzione alla dimensione pedagogica e relazionale e alla qualità dei percorsi educativi e di crescita dei bambini. Questo documento è anche un segnale di sempre maggiore collaborazione inter istituzionale tra diverse articolazioni liguri dello Stato».

A oggi i tre soggetti firmatari esercitano funzioni diverse nei confronti delle strutture che ospitano gli under 18: Regione definisce i requisiti indispensabili per l’autorizzazione all’esercizio di attività sanitarie, sociosanitarie e sociali tra cui rientrano anche le strutture oggetto dell’accordo, la Procura presso il Tribunale per i Minorenni effettua o dispone ispezioni presso le strutture per verificare eventuali situazioni di abbandono mentre Alisa accerta la permanenza dei requisiti definiti da Regione e compie specifiche verifiche. Grazie alla firma del protocollo, la condivisione delle informazioni determinerà anche una maggiore efficienza della vigilanza sulle strutture ottimizzando le risorse, consentirà di affrontare insieme eventuali criticità.

«La tutela dei minori – aggiunge Paolillo – deve essere sempre una priorità ed essa si realizza anche attraverso controlli diffusi ed effettivi delle strutture in cui bambini e ragazzi vengono ospitati. A tal fine, ciascun soggetto che ha tra i propri compiti istituzionali quelli di controllo, deve mettere in campo ogni risorsa possibile per trasformare tali controlli in un’ulteriore forma di protezione di soggetti particolarmente vulnerabili come i minorenni».

In particolare, la Procura presso il Tribunale per i Minorenni e Alisa condivideranno entro il 31 gennaio di ogni anno la programmazione delle proprie attività rispettivamente di ispezione e vigilanza nelle strutture e l’elenco di quelle visitate nel periodo precedente indicando le criticità rilevate. Alisa fornirà inoltre riscontro alla Procura in merito alle segnalazioni ricevute. Regione si impegna a sua volta a organizzare con cadenza annuale momenti di confronto aggiornamento e condivisione, accogliendo i contributi della Procura e di Alisa per un’eventuale aggiornamento dei requisiti per l’autorizzazione allo svolgimento dell’attività. Inoltre si impegna a collaborare con la Procura per la raccolta e l’elaborazione dei dati statistici sulle strutture di accoglienza e sui minori fuori dalle famiglie d’origine. Il protocollo avrà durata biennale e potrà essere rinnovato per altri due.

In Liguria le strutture per minori presenti sul territorio sono attualmente 153, di cui 6 in provincia della Spezia, 102 a Genova, 25 nel savonese e 20 in provincia di Imperia. I minori in struttura nel 2018 erano complessivamente 854, di cui: 44 in età 0-2 anni, 41 di età 3-5 anni, 114 di età 6-10 anni, 183 di età 11-14 anni, 470 di età 15 – 17 (oltre a 2 di età non indicata).

Sulla base dell’indagine campionaria di approfondimento promossa a livello nazionale dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel corso del 2017, le principali cause di collocamento in struttura di minorenni sono: incapacità educativa dei genitori, problemi relazionali e di violenza familiare, trascuratezza materiale e affettiva del minore. Per quanto riguarda la Liguria, Regione in collaborazione con Anci realizzerà una ricerca sui principali motivi di allontanamento, sempre nella logica dell’attenzione verso i minori.

«Oltre a proseguire l’attività di formazione per i nuovi operatori dell’équipe adozioni e affido nei Comuni – afferma Vinai – realizzeremo con Regione un vademecum per la valutazione delle capacità genitoriali in cui verrà definita la metodologia da utilizzare per l’allontanamento dei minori dalle famiglie e per il loro affidamento in comunità. Svolgeremo inoltre un approfondimento scientifico sui collocamenti esterni al nucleo di origine dove verranno indicati motivazioni, tempi, esiti dei percorsi e costi per i Comuni nella presa in carico dei minori».

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