Con l’accordo quadro “Mi riscatto per Genova” viene regolamentato il reinserimento socio-lavorativo di detenuti per l’impiego in progetti di pubblica utilità. L’accordo è stato siglato questa mattina, nel salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il sindaco di Genova Marco Bucci, il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Francesco Basentini, il direttore dell’Ufficio affari generali, personale e formazione del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta Romolo Pani, il presidente del Tribunale di Sorveglianza Gaetano Brusa e il segretario generale della Cassa delle Ammende Sonia Specchia.

«Il Comune di Genova aderisce con convinzione a un progetto che ci permetterà di sviluppare opere di manutenzione sul territorio dando risposte più sollecite ai cittadini – afferma Bucci – Abbiamo contribuito alla stesura di questo accordo e crediamo che questo tipo di attività svolta dai detenuti sia importante per l’inclusione sociale degli stessi e come opera a favore della comunità».

L’accordo si inserisce in un programma ministeriale che promuove l’avvio di progetti di recupero e inclusione sociale di detenuti degli istituti penitenziari della città. Il progetto risponde alla duplice finalità del reinserimento e della trasmissione alla comunità di un messaggio di legalità e rispetto di norme e regole.

I protocolli d’intesa operativi, sottoscritti dal Comune e dagli istituti penitenziari coinvolti, potranno prevedere l’adesione di terzi ed essere incentrati prioritariamente nei seguenti ambiti: manutenzione degli immobili in concessione governativa e del patrimonio comunale, con particolare attenzione verso quelli inutilizzati o sottoutilizzati; gestione delle risorse idriche, elettriche e termiche; gestione dei rifiuti, con particolare attenzione all’educazione al riciclo e riuso; efficientamento energetico degli immobili; sviluppo di opportunità di lavoro penitenziario attraverso l’organizzazione di lavorazioni qualificate e qualificanti all’interno degli istituti penitenziari da parte di enti, imprese pubbliche e/o private e cooperative sociali; miglioramento dei modelli organizzativi per la gestione delle attività ambientali, sociali, culturali e lavorative in ambito penitenziario; sviluppo umano e delle capacità relazionali dei detenuti attraverso attività formative culturali e artistiche che favoriscano l’evoluzione positiva della personalità e della capacità di interagire in ambito sociale.

Per l’attuazione dei protocolli operativi il Comune potrà avvalersi anche delle società da esso partecipate, operanti nei singoli ambiti sopra citati.

«La firma di questo protocollo ha un significato particolare proprio per il contesto in cui si realizza, per le dolorose vicende che la città di Genova ha dovuto attraversare negli ultimi tempi – ha dichiarato il ministro Bonafede – Il governo fornisce così un tangibile segno di vicinanza all’intera comunità genovese. Grazie allo spirito che anima questo protocollo, dunque, oggi Genova, ancora una volta, assurge a simbolo della sinergia virtuosa tra istituzioni».

«Si tratta di una grande opportunità per Genova e per i detenuti che desiderano riscattarsi – spiega il consigliere comunale delegato alla Protezione Civile e alla Valorizzazione del Volontariato Sergio Gambino – Grazie a questo accordo sarà possibile portare avanti progetti presentati dal Comune, da società partecipate ma anche da altri soggetti. Abbiamo già alcune idee relative al decoro e alla sicurezza, come ad esempio le riverniciature di panchine e la pulizia dei giardini, ma anche opere di prevenzione degli incendi. A seconda del tipo di intervento sarà effettuata una formazione specifica. Il Comune di Genova non avrà alcun onere a suo carico».

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