Se, nel complesso, il saldo dell’imprenditoria ligure nel secondo trimestre dell’anno risulta leggermente positivo, il dettaglio dei singoli settori di attività indica, anche per questo trimestre, una forte sofferenza dei comparti principali, a partire dal manifatturiero, il commercio, le costruzioni, l’agricoltura, la ristorazione. A “resistere” sono i servizi e l’alloggio.

Lo dicono gli ultimi dati Infocamere-Movimprese relativi al periodo compreso tra aprile e giugno 2019: a fine trimestre si contano all’attivo 136.404 imprese in Liguria, in lieve crescita dello 0,2%, frutto di 2.412 aperture e 2.125 chiusure (+287 unità in valori assoluti).

A livello nazionale (quasi 5 milioni e 143 mila imprese attive) il saldo è positivo di circa 22.300 realtà (+0,4%).

Tornando in Liguria, a registrare qualche numero positivo sono solamente i servizi, la comunicazione, le attività informatiche: servizi e noleggio aumentano dello 0,6% (in totale 5.123 unità, 29 in più nel trimestre). I servizi finanziari e assicurativi (3.462 imprese totali) crescono di appena 10 unità nel trimestre (+0,3%). L’area delle comunicazioni, servizi all’informazione, consulenza informatica e produzione di software, che comprende 2.691 realtà attive sul territorio, aumenta di appena 16 unità (44 aperture e 28 chiusure), +0,6%. In lieve crescita le attività legali, di consulenza e scientifiche (4.395 in totale quelle liguri attive, +0,6%).

Infocamere segnala anche 694 nuove aperture e 87 chiusure di realtà “non classificate”, in totale 8.584 quelle iscritte sul registro imprese.

I tasti dolenti sono decisamente più numerosi. A non brillare è, prima di tutto, il settore del manifatturiero, che perde una trentina di aziende attive sul territorio ligure, su un totale di 9.923 imprese: 106 aperture di attività a fronte di 135 chiusure, il saldo è negativo dello 0,3%. Entrando maggiormente nel dettaglio e guardando i comparti di maggior peso, sei unità in meno tra le industrie alimentari (1.743 quelle totali attive), quattro imprese in meno nella lavorazione di metalli (1.782), in lieve aumento il settore della riparazione e manutenzione di macchinari (1.179 imprese attive, 12 unità in più tra aprile e giugno).

Giù anche l’edilizia, che in Liguria è rappresentato da 26.555 imprese, suddivise tra circa 21 mila di lavori di costruzione specializzati, 5.300 di costruzione di edifici e 183 di ingegneria civile. Complessivamente il settore si riduce di 97 unità (422 aperture d’impresa e 519 chiusure), per un saldo negativo dello 0,4%.

Male anche il commercio: 36.870 le imprese attive in regione, che nel giro di tre mesi perdono ben 133 realtà. 403 le nuove aperture contro 536 saracinesche chiuse. Il saldo è negativo dello 0,4%. A soffrire è soprattutto il commercio al dettaglio, al quale si riferiscono ben 356 delle chiusure totali.

Soffre anche l’agricoltura, che conta 9.980 imprese attive: in 128 hanno chiuso nel trimestre, contro 99 aperture (-0,3%).

Giù la ristorazione, che perde 53 aziende sulle 12.496 totali in regione (nel trimestre aprono in 153, chiudono in 206), mentre guadagna qualcosa l’alloggio (6 nuove realtà sulle 2.241 totali). Complessivamente, il settore segna un -0,3%. Qualche impresa in meno anche nel settore immobiliare (7.482 realtà attive, -0,05%).

Le province

Sulle 70.659 imprese genovesi attive, nel trimestre aprono in 1.247, chiudono in 1.168, un saldo pressoché invariato (+0,1%). Male le attività commerciali, che perdono 38 imprese al dettaglio, complessivamente il settore si riduce dello 0,2% (21.163 imprese attive totali). Giù anche l’industria manifatturiera (-0,32%), che conta 5.625 imprese attive in provincia. L’edilizia genovese perde ben 100 imprese (232 aperture, 333 chiusure nel trimestre): 13.391 aziende totali attive, giù dello 0,75%.

Il trend savonese sfiora la stabilità: 434 nuove attività aperte, 437 chiusure, su un totale di 26.212 realtà attive. Anche qui soffre il commercio (6.050 attività), che nel trimestre registra 66 nuove iscrizioni a fronte di 112 chiusure (-0,76%). Le costruzioni (in totale 5.286 imprese attive) segnano un -0,3%, 71 aperture e 88 chiusure. Calo anche per il settore manifatturiero: 1.656 imprese attive, 12 aperture, 26 chiusure, -0,8%.

Nel complesso il saldo imprenditoriale è positivo a Imperia (+0,43%, 372 aperture e 277 chiusure sulle 22.032 imprese attive totali). In lieve calo il commercio (5.027 imprese attive, -0,13%), e il manifatturiero (1.209, -0,24%), tiene duro l’edilizia (4.867 imprese attive, +0,34%).

Infine, la situazione alla Spezia: l’imprenditoria conta 17.501 realtà attive a fine giugno, con un saldo positivo dello 0,66%, frutto di 359 aperture e 243 chiusure. Il commercio si riduce di una trentina di unità e raggiunge le 4.630 aziende attive (-0,7%). Quasi invariate le costruzioni (il saldo è positivo di appena 4 unità sulle 3.011 attive), mentre il manifatturiero è perfettamente stabile (19 aperture e 19 chiusure) e conta 1.433 realtà attive sul territorio provinciale.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.