L’analisi costi-benefici della Gronda pubblicata sul sito del Mit, secondo Autostrade per l’Italia, è caratterizzata da “errori macroscopici, soluzioni tecniche irrealizzabili, valutazioni dei dati del tutto arbitrarie“. E nonostante “tale uso assolutamente non corretto dei parametri, su cui Autostrade per l’Italia si riserva azioni legali a propria tutela, l’esito dell’analisi costi-benefici è positivo, confermando la netta prevalenza dei benefici sui costi dell’opera”.

Stando a quanto rende noto Aspi, “qualora fosse tenuta in considerazione, questa analisi costi-benefici avrebbe come unico effetto quello di ritardare ulteriormente la realizzazione dell’opera, fortemente voluta dalla comunità genovese, dalle istituzioni locali e dall’intero mondo produttivo”.

Nella nota pubblicata da Autostrade, vengono anche segnalate, in sintesi, le principali incongruenze contenute nell’analisi del ministero: prima di tutto, Aspi sottolinea che “le soluzioni alternative proposte non sono tecnicamente realizzabili, in quanto i lavori necessari non sono eseguibili, oppure bloccherebbero di fatto il traffico da e verso Savona per numerosi anni. Le soluzioni alternative prospettate, invece di spostare il traffico pesante al di fuori del tessuto urbano, caricherebbero di pesanti flussi le tratte cittadine, congestionando ulteriormente la città di Genova. Inoltre, l’analisi del Mit non tiene minimamente conto delle valutazioni di sicurezza, elemento fondamentale per qualunque studio di questo tipo”.

In secondo luogo, “la cancellazione del progetto, che ha da tempo completato il suo iter autorizzativo, determinerebbe danni ingenti per lo Stato. Aspi, in seguito al contratto firmato con il Mit, ha già effettuato il 92% di espropri sul territorio e bandito gare per circa 700 milioni di euro. Il mancato avvio dei lavori e una modifica del progetto, come stimato dalla stessa analisi costi-benefici, comporterebbe il risarcimento di oltre 1 miliardo di euro per i lavori finora svolti. Peraltro, il costo finale dell’opera è di 4,3 miliardi di euro, invece dei 4,7 erroneamente riportati dallo studio Mit”.

Infine, “l’analisi del ministero è basata su un progetto superato della Gronda, non sul progetto esecutivo. Vengono usate planimetrie superate e inserite connessioni a oggi non esistenti o non facenti parte del progetto di Aspi. Non si tiene conto inoltre della liberalizzazione del tratto della A10 tra Pra’ e Genova Aeroporto, richiesta dallo stesso Mit con l’approvazione del progetto definitivo nel settembre 2017. È dunque evidente che il gruppo di lavoro del ministero non ha lavorato sul progetto esecutivo, di cui il ministero è in possesso dallo scorso agosto, e che l’analisi è stata svolta senza alcun contraddittorio con Autostrade per l’Italia”.

Per Autostrade, dunque, qualunque tipo di modifica del progetto farebbe ripartire da zero l’iter progettuale e autorizzativo della Gronda, “causando un ritardo di 6-10 anni nella realizzazione dell’opera, determinando il rischio di affossarla definitivamente“.

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