Mino Giachino, presidente dell’”Associazione Sì Lavoro Sì Tav” e già sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, lancia la petizione ”Sì Gronda” su Change.org.

Mino Giachino

«Una petizione – si legge in una nota di Giachino – per ridurre il congestionamento del traffico da e verso i porti liguri. Una petizione che le aziende di trasporto e le aziende che esportano e importano dovrebbero firmare e far firmare dai loro collaboratori. Una pressione concreta verso Toninelli che vuole rimettere in discussione dopo vent’anni di dibattiti e di ritardi un’opera fondamentale per l’efficienza dei nostri trasporti e della nostra logistica».

Ecco il testo della petizione, indirizzata ai ministri Salvini, Toninelli, Di Maio.

«Cari Ministri, da vent’anni il nostro pil malgrado tante riforme annunciate, fatte o malfatte, non cresce più. In questi vent’anni abbiamo perso 25 punti di pil pro-capite rispetto alla media europea, il Paese si è impoverito, milioni di giovani tra cui centinaia di migliaia di neolaureati sono stati costretti ad andare all’estero a cercare lavoro e questo ci è costato secondo i calcoli della Svimez oltre 10 miliardi di pil. Non cresciamo più perché le nostre merci quando escono dalle fabbriche patiscono la mancanza di competitività delle nostre infrastrutture così come le merci che arrivano nei nostri porti subiscono i ritardi nei vari controlli portuali e usciti dal porto pagano la carenza delle nostre infrastrutture».

«La congestione del traffico secondo l’Europa ci costa oltre 1 punto di pil. Il nodo autostradale attorno al porto di Genova da vent’anni è al primo posto delle strozzature, solo il grande impegno dei terminalisti, degli spedizionieri e dei trasportatori ci ha consentito di andare avanti.

«Il progetto della Gronda di Ponente. che avrebbe tra l’altro alleggerito il traffico sulla A 10 e sul ponte Morandi, pur essendo stato concordato con la società autostrade è da anni bloccato e rinviato. I costi di questi anni di congestione sono stati tutti a carico della merce, dei trasportatori e hanno penalizzato il primo porto italiano, il sistema logistico italiano e la nostra crescita economica».

«La situazione non è più rinviabile. I lavori della Gronda darebbero un forte impulso ai lavori pubblici e all’occupazione. La realizzazione della Gronda porrebbe i porti liguri ai primi posti della competitività nel Mediterraneo. Basta con i rinvii e con i no. Lo dobbiamo al nostro sistema economico, lo dobbiamo ai senza lavoro, lo dobbiamo alla economia del Paese, lo dobbiamo alle 43 vittime del ponte Morandi che sono sempre nei nostri cuori. Vi ringraziamo dell’attenzione e, disponibili a fornire tutti i chiarimenti necessari, Vi porgiamo i nostri migliori saluti».

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