Con l’approvazione in consiglio regionale e la pubblicazione del testo definitivo, è legge la proposta di Luca Garibaldi (gruppo Pd, vicepresidente della commissione Ambiente) per semplificare le procedure di chi decide di migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione.

L’idea è fornire un regime di tolleranza rispetto alle altezze minime degli appartamenti (2,70 metri: la misura più diffusa sul nostro territorio), consentendo proprio uno sconto in altezza a chi migliora di due classi energetiche la propria abitazione. In Liguria il 90% degli edifici è in classe G, la peggiore.

«Prima – spiega Garibaldi – ogni singolo intervento che andava a toccare altezze minime e dimensioni, necessitava di un permesso della Asl per ottenere una deroga che non compromettesse l’abitabilità. Di fronte alla complicazione della procedura, si desisteva. Ci si limitava a cambiare le finestre, senza intervenire sugli isolamenti o i pavimenti radianti».

Gli ultimi edifici di nuova costruzione (periodo 2011-2014) consumano 55 kWh per metro quadro. Gli edifici costruiti prima del 1976 invece consumano 185 kWh per metro quadro, più di tre volte. La media regionale di consumo energetico annuo a metro quadro è di 176kWh, per tutto il patrimonio edilizio ligure. Un’abitazione poco efficiente sotto il profilo energetico disperde più calore e quindi produce bollette più alte e maggiore inquinamento

Ora è possibile ridurre l’altezza minima interna e ridurre fino al 5% la superficie minima abitabile nei singoli appartamenti, per esempio. Occorre solo la presentazione di un progetto di intervento edilizio o sugli impianti e il deposito dell’Attestato di prestazione energetica (Ape) prima e dopo i lavori, in modo che si verifichi l’effettivo raggiungimento dell’obiettivo del miglioramento di due classi energetiche.

Un’altra norma consente di derogare l’obbligo di 10 metri di distanza minima tra due edifici per realizzare interventi sulle pareti esterne riducendo lo spazio sino a 9,65 m. In questo caso si tratta di lavori più grandi. La legge prevede un aumento dello spessore delle murature esterne (al massimo 25 cm per le pareti verticali esterne e non più di 30 cm per gli elementi di chiusura superiori e inferiori per il maggiore spessore degli elementi di copertura o dei solai su spazi aperti o porticati).

L’obiettivo è anche agevolare questo tipo di lavori in una fase storica di bonus nazionali che superano anche il 50%.

«L’Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – aggiunge Garibaldi – prevede un impatto occupazionale notevole: per ogni 200.000 euro attivati dai bonus di efficienza energetica, viene generato lavoro per due occupati diretti e uno nell’indotto dell’edilizia». Ridurre l’inquinamento atmosferico dovuto alle emissioni consente di dare respiro a un settore, quello edile, in crisi da tempo.

Si tratta della prima legge di questo tipo a livello nazionale, perché solitamente si demanda a regolamenti comunali. Una legge frutto della collaborazione di tutte le forze politiche.

Qui il testo completo: Testo legge edilizia

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