Lo scorso anno il 62% dei frequentatori si presentava con calzature inappropriate e, anche grazie alla ordinanza anti-ciabatte emanata dal Parco delle Cinque Terre, si sono ridotti al 25% circa. Tra le attività svolte anche la pulizia delle spiagge a Riomaggiore e Monterosso, con il conteggio dei rifiuti come previsto dal protocollo scientifico del progetto “Volontari per natura”. In sole due ore complessive di pulizia nelle due località sono stati raccolti 2657 rifiuti di cui 1219 (il 46%) mozziconi di sigarette.

Si è conclusa la stagione dei campi estivi di Legambiente svolti in collaborazione con l’Ente Parco, ieri a Manarola. Per un mese si sono alternati, in tre turni, trentasei tra volontari e responsabili di campo che hanno contattato e informato oltre diecimila turisti sui sentieri tra Monterosso, Vernazza e Corniglia.

Al centro del progetto “Camminare informati” c’è la sicurezza sui sentieri, la possibilità di scaricare una dettagliata app sugli smartphone con tutti i percorsi, le informazioni relative alla loro lunghezza e difficoltà, la presenza di sorgenti d’acqua. I volontari hanno ricordato che il 112 è il numero unico per le emergenze e quali gli scenari in caso di allerta meteo nel comprensorio delle Cinque Terre, soggetto a rischio idrogeologico.

Patrizio Scarpellini, direttore del Parco Nazionale delle Cinque Terre, ringrazia i collaboratori di Legambiente che in questi giorni si sono alternati sulla rete sentieristica «per trasmettere la corretta cultura di come si affrontano le vie pedonali del parco, cultura necessaria per garantire e tutelare i visitatori. I risultati si ottengono dando continuità ai lavori svolti sul territorio negli anni passati Legambiente ha ascoltato le criticità e difficoltà che il Parco ha riscontrato nella gestione della rete sentieristica e ha sapientemente analizzato le interviste effettuate sul territorio».

«La prevenzione per evitare spiacevoli incidenti – commenta Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – è stata efficace perché sono notevolmente diminuiti i turisti che si presentano con calzature non idonee a frequentare i sentieri. Il contatto diretto e il presidio all’ingresso dei sentieri è risultato fondamentale per avviare la costruzione di una nuova cultura e un diverso approccio da parte di un turismo che, troppo spesso, non considera gli aspetti legati alla sicurezza e alla fruizione sostenibile del territorio parte integrante dell’esperienza turistica. Le attività svolte dai nostri volontari qui sono all’avanguardia in tutto il territorio nazionale e ci auguriamo di vederle replicate su altri territori».

«Questa esperienza è stata possibile grazie alla collaborazione delle associazioni presenti sul territorio – dice Scarpellini – e in particolare il soccorso alpino e il Cai della sezione della Spezia insieme agli operatori del Parco e alla Fondazione Manarola che hanno formato i volontari provenienti da tutta Italia perché trasferissero le migliori e più approfondite informazioni ai turisti».

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