Chiusura poco mossa per le borse europee che, in assenza di novità dalle trattative Usa-Cina guardano con preoccupazione alle proteste a Hong Kong e alla possibile reazione di Pechino. Inoltre la sconfitta alle elezioni in Argentina del presidente in carica, Mauricio Macri, ha provocato un forte deprezzamento della valuta locale nei confronti del dollaro e un crollo della borsa di Buenos Aires, arrivata a perdere quasi il 30%. Ne hanno risentito titoli italiani molto esposti nell’area, in particolare Tenaris, Saipem e Salini-Impregilo.

Londra segna – 0,37%, Parigi -0,33%, Francoforte -0,12%. Milano ha chiuso le contratazioni con Ftse Italia All-Share a 22.119,59 punti (-0,36%) e Ftse Mib a 20.263,83 punti (-0,30%). In contrazione lo spread Btp/Bund dopo vistoso ampliamento di venerdì, quando aveva chiuso a 239 punti base da 210 pb del giorno precedente. Oggi ha chiuso a 235 (variazione-2,00%, rendimento Btp 10 anni +1,75%, rendimento Bund 10 anni-0,59%).

A Piazza Affari bene Campari (+2,94%), Ferrari (+1,28%) e titoli considerati difensivi come Poste Italiane (+1,18%) e Italgas (+1,14%). Tenaris segna -3,24%, Saipem -2,44%, Salini Impregilo -4,40%.

Sul Forex l’euro passa di mano a 1,1222 dollari (1,1186 in avvio e 1,1215 venerdì sera), e 118,18 yen (118,08 e 118,30) con il dollaro a 105,31 yen (105,40 e 105,69). La divisa giapponese resta forte nei confronti delle principali valute grazie alla sua caratteristica difensiva.

In calo il petrolio, con il contratto Wti consegna settembre a 54,38 dollari (-0,2%) al barile.

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