Genova ha formato i primi venti “Bim Specialist”, le nuove figure professionali che hanno portato a termine (con ottimi risultati) il primo master universitario di secondo livello “Il Bim per l’approccio smart al processo edilizio”, promosso da Università, Ance Genova, Esseg, Icmq e Team System e finanziato da Regione Liguria tramite il Fondo sociale europeo (qui abbiamo parlato del lancio del master).

Bim sta per Building information modeling. Si può definire come un processo integrato basato su dati e informazioni condivise e coordinate, dalla progettazione dell’edificio alla sua realizzazione, che tocca anche la ristrutturazione, manutenzione, gestione e demolizione. Il Bim permette un realizzazione integrata della commessa, prima impossibile.

Venti laureati magistrali in Architettura e Ingegneria, in cerca di occupazione o già occupati, da giugno 2018 hanno seguito un percorso formativo gratuito di 1.500 ore, alternando anche stage in 15 aziende del settore e cinque enti pubblici, per un totale di 450 ore solo di tirocinio. I risultati, soprattutto in termini lavorativi, sono più che positivi: 11 di loro hanno già trovato un’occupazione, sei liberi professionisti prospettano un aumento dei ricavi e molto probabilmente i rimanenti tre apriranno una posizione lavorativa autonoma.

«Oltre all’aspetto occupazionale − commenta Enrico Dassori, presidente del master e professore del dipartimento Architettura e Design dell’Ateneo genovese − questo master è stato anche un’occasione fondamentale di collaborazione tra diversi portatori d’interessi, dalle associazioni di categoria ai singoli professionisti, che hanno gettato una base culturale importante sulla tecnologia Bim, che rappresenta il futuro di questo settore». Per questo, l’intenzione è quella di allargare la formazione anche alla pubblica amministrazione, «con un mini-corso dedicato ai dipendenti della PA, che partirà in autunno», precisa Dassori.

Secondo Ance, la sinergia con l’ente pubblico è fondamentale: «Costruire una gara pubblica servendosi della tecnologia Bim permette poi all’impresa di realizzare un prodotto finale qualitativamente migliore − spiega Sarah Zotti, vicepresidente di Ance Genova − Per questo, la nostra ambizione è proprio quella di offrire una formazione gratuita anche ai tecnici della pubblica amministrazione, alla luce delle competenze acquisite in questo anno di master e della collaborazione che si deve necessariamente creare con la controparte pubblica».

«La formazione è fondamentale anche nel settore pubblico – sottolinea Marco Scajola, assessore regionale all’Urbanistica ed edilizia – Regione Liguria, con la legge del novembre 2018 sulla Rigenerazione Urbana, ha attivato dei corsi per i tecnici comunali per aggiornarli sulle novità e aiutare le amministrazioni a migliorarsi. Di pari passo, stiamo seguendo il tema delle infrastrutture e dello sviluppo urbanistico del territorio e con il Piano Casa stiamo dando ai Comuni la possibilità di migliorare e potenziare la propria dotazione di servizi e infrastrutture».

 

 

 

 

Edilizia, a Genova lo sviluppo della tecnologia Bim (video)

Il master appena concluso era composto da tre moduli: «Un primo modulo − descrive Dassori − in cui abbiamo fornito gli elementi di base dal punto di vista scientifico; in un secondo modulo di approfondimento sono intervenuti gli operatori del settore, anche da diverse parti d’Italia, mentre l’ultima parte del master consisteva nel project work, cioè l’applicazione Bim su un edificio fornito dalla PA. Nello specifico, si trattava della caserma Rosolino Pilo di Carignano: abbiamo formato diversi gruppi di lavoro e i partecipanti hanno poi realizzato la tesi finale».

A un anno di distanza dall’avvio del master, si è ufficialmente creata una figura professionale mancante, l’esperto in grado di gestire i progetti in Bim, un tecnico fondamentale nella filiera del processo edilizio: «Il nostro obiettivo principale era proprio questo − ricorda Zotti − Insieme all’Università, siamo riusciti a creare il tipo di professionista di cui il mercato ha bisogno. E alla realizzazione di questo obiettivo si aggiunge la soddisfazione di un 60% di studenti per i quali lo stage si è trasformato in una situazione lavorativa concreta, con l’80% di loro che rimarrà sul territorio ligure».

«Regione Liguria effettuerà il suo monitoraggio a sei mesi dalla fine del corso, dal quale ci attendiamo dati ulteriormente in crescita − afferma Ilaria Cavo, assessore regionale alla Formazione − Un altro aspetto è da sottolineare: il 40% degli studenti è arrivato da altre regioni per seguire questo corso. Segno che l’Università di Genova è attrattiva per la sua qualità formativa: un aspetto che vogliamo sempre più incentivare, come dimostra la scelta di destinare alloggi a due euro al giorno per le matricole che vogliono trasferirsi a Genova».

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