Da oggi anche i microbirrifici liguri sono “più leggeri” del 40%. A tanto ammonta il taglio delle accise per ogni ettolitro di birra prodotta, una novità introdotta con la legge di Bilancio 2019. Ne possono beneficiare i piccoli birrifici con una produzione non superiore ai 10 mila ettolitri.

Il provvedimento prevede anche che la birra venga tassata al momento dell’immissione al consumo, cioè quando il prodotto è pronto per essere venduto: un’agevolazione importante, visto che prima la tassazione era applicata con largo anticipo rispetto al momento della reale produzione e riguardava anche quella parte di prodotto che, alla fine del ciclo produttivo, veniva scartato. Grazie a questa misura, i birrifici potrebbero tagliare circa 20 centesimi di euro per ogni litro di birra prodotto, con un notevole risparmio medio che va dai 10 a 15 mila euro.

«Si tratta di un importante risultato che consente alle nostre microrealtà di aumentare la capacità produttiva e di essere più competitive sul mercato, anche all’estero, dove vige un regime di tassazione più agevolato – spiega Luca Costi, segretario regionale di Confartigianato Liguria – Inoltre, con la cifra risparmiata, si aprirebbero nuove possibilità di acquisto di macchinari all’avanguardia, ma anche di investimenti in ricerca, formazione e comunicazione. Il tutto per accrescere la qualità del prodotto e la specializzazione delle nostre microimprese, già certificata dal marchio regionale di eccellenza “Artigiani In Liguria”».

In Liguria sono circa una trentina i microbirrifici artigianali: 10 in provincia di Genova, 11 nel savonese, due nell’imperiese e sei nello spezzino.

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