I direttori generali delle Asl (tranne la 5 che ha un nuovo commissario di cui abbiamo notizia qui), sono stati prorogati dal 1 agosto 2019 al 31 luglio 2020. Si tratta di Marco Damonte Prioli per l’Asl 1, Mario Bottaro per l’Asl 3, Bruna Rebagliati per l’Asl 4. Anche il commissario straordinario di Asl 2 Paolo Cavagnaro è stato prorogato, al pari del direttore generale dell’Ospedale Policlinico San Martino Giovanni Ucci. Stessa sorte per il commissario straordinario di Alisa Walter Locatelli (la foto è d’archivio).

Particolarmente critico il gruppo regionale del Pd sulla nomina di quest’ultimo: “Accanimento terapeutico dell’ assessore Viale nei confronti della sanità ligure. Dopo i grandissimi successi di questi anni raggiunti dal commissario Locatelli – tra i quali ricordiamo il blocco dei lavori per il Felettino, la procedura di assegnazione per la privatizzazione degli ospedali di Cairo e Albenga bocciata dal Tar, le tre sconfitte al Tar sulla regressione tariffaria introdotta nei contratti del sociosanitario, l’aumento dell’Irpef per i redditi fino a 28 mila euro, il raddoppio delle fughe, i tagli al personale, visto che Alisa ha dato seguito a un terzo delle assunzioni deliberate dalla giunta, le totale incapacità di realizzare nuove Case della Salute, il caos nei pronto soccorso, l’emergenza caldo negli ospedali e da ultimo il contenzioso aperto con le pubbliche assistenze – troviamo perfettamente coerente che la giunta regionale abbia deciso di assegnare allo stesso Locatelli, per la quarta volta consecutiva, il ruolo di commissario straordinario di Alisa”.

Il Pd punta il dito contro la pratica di nominare commissari: “Sarà a questo punto interessante conoscere le motivazioni che hanno spinto Toti e Viale a nominare per quattro anni un commissario invece di un direttore generale. Forse perché Locatelli, in quanto pensionato, non ha i requisiti di legge per fare il direttore. D’altra parte questo è il codice-Viale: l’assessore ligure ha inventato la stagione dei commissari non per far fronte a situazioni di emergenza, ma per nominare a un determinato ruolo chi non ha i titoli di legge per ricoprirlo”.

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