Regione Liguria e Alisa anticipano la definizione dei requisiti necessari per diventare centri autorizzati alla somministrazione dei farmaci CAR-T, una terapia genica e personalizzata che permette di curare, con alte percentuali di successo, pazienti malati di cancro (affetti da determinate patologie), compresi quelli con prognosi più sfavorevoli.

Le cosiddette CAR-T, acronimo di chimeric antigen receptor (CAR) – T cell, sono terapie innovative altamente efficaci e ad alto costo, che rappresentano una svolta nel trattamento delle patologie emato-oncologiche. L’innovazione è rappresentata dal fatto che sono proprio gli anticorpi del paziente ad essere reingegnerizzati, con tecniche complesse, per riconoscere e combattere la malattia.

Regione Liguria e Alisa hanno partecipato a diverse tavoli ministeriali per definire i requisiti necessari e attivare tempestivamente il processo di certificazione dei centri individuati per l’utilizzo di questi farmaci che si sono dimostrati particolarmente efficaci nella cura di patologie ematologiche, quali linfomi e leucemia, anche in pazienti gravemente compromessi.

L’utilizzo di tali farmaci richiede un elevato livello di expertise e allo stesso tempo un’organizzazione che solo i centri di eccellenza possono garantire: nella nostra regione quelli individuati sono i due istituti di ricerca: Gaslini, per quanto riguarda i pazienti pediatrici e San Martino per i pazienti in età adulta.

Ieri Alisa ha riunito i direttori scientifici dei due istituti, i direttori generali, gli specialisti e il management delle aziende farmaceutiche, per codificare e facilitare percorsi orientati a favorire l’accesso a questo tipo di terapie. Presente anche la vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale.

I farmaci CAR-T non sono ancora autorizzati in Italia ma gli studi clinici, condotti in Italia e all’estero, hanno dimostrato alte percentuali di risposta anche nei pazienti che hanno già ricevuto diverse linee di trattamento. Visti i risultati, la Regione Liguria si è attivata con anticipo per rendere eleggibili i due istituti di ricerca genovesi alla somministrazione di queste terapie, appena saranno disponibili.

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