«È sospeso l’iter autorizzativo perché è in corso di avanzamento il procedimento amministrativo che potrebbe portare alla revoca della concessione» di Autostrade.

Lo ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli a proposito del progetto della Gronda di Genova. L’opera aveva avuto il via libera del ministero dell’Ambiente per quanto riguarda la valutazione di impatto ambientale.

Durissima la reazione, in Liguria, da parte del governatore Giovanni Toti e del Pd all’opposizione.

«Questo stop a un’opera che la Liguria aspetta da decenni – si legge in una nota di Toti – dettato solo da becera propaganda, bloccherà lo sviluppo di Genova, della Liguria e di tutto il Paese. La Gronda è una delle opere di cui l’Italia non può fare assolutamente a meno. E questa è una scelta scellerata a cui noi ci opponiamo fin da adesso. I pentastellati, che dicono tanto di lavorare per Genova dopo il crollo di Ponte Morandi, con questa decisione la condannano per sempre all’isolamento. Bisognerebbe guardare al futuro, mentre con questa politica del no a tutto si sta tornando al Medioevo».

«Ormai – prosegue la nota – siamo abituati alla propaganda oscurantista e retrograda del Movimento Cinque stelle, ma in questo caso è in gioco il futuro di milioni di cittadini che vogliono lavoro, prospettive e benessere, persone che non possono essere ostaggio di una minoranza che vede la crescita e sviluppo come fumo negli occhi. Se non vogliono la Gronda lo dicano chiaro e tondo, e se ne assumano la responsabilità di fronte agli italiani: dovranno rispondere di questa scelta scellerata. Anche il Pd, che oggi è in prima linea nell’attaccare i Cinque stelle, ha enormi responsabilità: nei 20 anni in cui ha governato in Liguria non ha mai fatto niente di concreto per realizzare quest’opera, ma solo dibattiti e parole».

«E così – commenta il Pd genovese e ligure in un comunicato – dopo aver già pagato un prezzo altissimo per il crollo del ponte Morandi, adesso i genovesi e i liguri si vedono anche defraudati di questo fondamentale intervento infrastrutturale, per una mera questione ideologica. Anche se il ministro Toninelli continua a raccontare la storia della revoca delle concessioni, infatti, vorremmo informarlo che esiste un principio chiamato continuità amministrativa. La Gronda è stata pagata con l’aumento dei pedaggi autostradali e quindi anche se Aspi non sarà più il concessionario l’opera dovrà comunque essere realizzata dal nuovo soggetto che gestirà la tratta. Toninelli la smetta di tenere in scacco un territorio, già duramente provato. I lavori per la Gronda erano pronti a partire già a novembre, come deliberato dai Governi di centrosinistra che avevano dichiarato la pubblica utilità di quest’opera e avevano portato a termine tutto l’iter approvativo. Adesso basta chiacchiere e bugie, Toninelli dia il via libera ai lavori».

Luca Maestripieri, segretario genera Cisl Liguria, dichiara: «L’ennesima decisione schizofrenica del ministro Toninelli congela 10mila posti di lavoro. Aspi va bene per far volare in sicurezza gli aerei di Alitalia, ma non per far partire un’opera che il ministro tiene congelata da mesi nonostante sia pronta a partire domani. Governando in questo modo, senza coerenza e lucidità, si rischiano di affossare la Liguria e il Paese intero e di far perdere alla nostra regione la battaglia per la competitività del porto e delle aziende».

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